Tomb Raider Legend (Xbox 360)
Dai, siate sinceri, chi non ha provato almeno una volta un gioco della serie Tomb Raider ?
Penso davvero in pochi.
Può piacere o non piacere il tipo di gioco, questo è chiaro, ma se Lara è diventata la maggior eroina dei videogiochi, catalizzando le attenzioni del pubblico fin da subito e successivamente con l’uscita dei vari capitoli, una ragione ci dev’essere e non può essere solo per le sue “forme”.
Certo è, ormai è cosa risaputa per chi ama la serie, che dopo i primi due capitoli vere pietre miliari che lo si voglia o meno in ambito videoludico, i capitoli successivi dal terzo in avanti fino all’orribile Angel of Darkness fossero davvero divenuti ingiocabili, poveri di idee, ma soprattutto lontani anni luce da quelli che erano i fondamenti che hanno reso famosa la serie di Tomb Raider: immediatezza, buoni controlli, avventure su avventure, magnificenza dei paesaggi naturali, misteri, ricerca delle soluzioni di enigmi, esplorazione, scoperte.
Tutto questo era Tomb Raider e tutto questo si era perso nel corso degli anni, con giochi “legnosi”, pessimi controlli ed un cambiamento verso un genere differente di gioco, molto più azione che avventura ed esplorazione.
La scommessa per Eidos era impegnativa, pena la caduta nell’oblio della bella Lara.
Per vincere la scommessa la stessa Eidos si è affidata ad un team di sviluppo nuovo della serie Tomb Raider, i Crystal Dynamics, ed indubbiamente la scelta è stata azzeccata perché gli sviluppatori inglese hanno davvero fatto un buon lavoro.
Certo il titolo non è esente da difetti, ma perlomeno siamo tornati a giocare un “vero” Tomb Raider, paragonabile a mio parere al secondo capitolo.
Chi ha scritto la storyline del gioco ha fatto decisamente un buon lavoro; tutto è improntato su un’alternanza tra passato e presente che aumenta la curiosità, soddisfacendo parte delle domande che in questi anni i giocatori della serie si erano posti riguardo le origini di Lara e tenendo incollato il giocatore al controller per scoprire cosa di nuovo ci riserverà la trama nel proseguo.
Per la prima volta, a che io ricordi, viene introdotta una nuova figura della famiglia di Lara; infatti, se finora negli episodi era stata solamente la figura paterna ad intervenire nella storia, come anche nel primo film tratto dalla serie, in questo nuovo capitolo compare la mamma di Lara, che vediamo da subito nella scena iniziale, una specie di prefazione come si usa nei libri.
Proprio dalle tematiche che ritroviamo in questa scena iniziale, prende il via e si dipana la nuova avventura della bella Lara Croft, che nel video vediamo in tenera età; il punto fermo, il filo conduttore di tutta la storia, sembra essere da subito una spada, i cui pezzi sono disseminati in varie parti del mondo.
Il primo Paese nel quale ritroviamo la nostra eroina è la Bolivia, con la sua giungla, le sue montagne ed i suoi corsi d’acqua.
La seconda scena, quella di introduzione al continente sudamericano, in effetti mi ha strappato un sorriso.
Avete presente Mission Impossible 2 il film?
Uguale!
Splendido paesaggio e la nostra Lara con tanto di auricolare satellitare impegnata in un freeclimbing estremo su una parete da far venire le vertigini al solo guardarla, nuvole sotto e lei che si esibisce in salti, arrampicate, passaggi difficilissimi, il tutto col sorriso mentre conversa con uno dei suoi amici – assistenti. Degna del miglior Ethan Hunt insomma.. o è quest’ultimo ad aver copiato da Lara ?
Al termine della scalata, quello che ci si aspetta di vedere nelle avventure di Tomb Raider: sulla cima della parete appena scalata ecco le rovine antiche di un tempio.
Prendiamo possesso del personaggio di Lara, e da subito la sensazione è di notevole miglioramento nei controlli. Soprattutto la visuale, quella che aveva fatto dannare negli ultimi capitoli con la telecamera che se ne andava a farfalle ogni 2 per 3, è invece ora stabile, fissabile ove ci occorre che sia. E qui non nascondo di aver tirato un sospiro di sollievo.
Questo primo pezzettino si rivelerà essere un tutorial, in modo da impratichirsi con i controlli, prendere possesso delle varie possibilità offerte dagli sviluppatori nei movimenti del personaggio e della nuova attrezzatura a disposizione.
Quest’ultima è essenziale, ma decisamente utile ed ben impostata sulle quattro direzioni del D-Pad, in modo che sia facilmente e velocemente sfruttabile:
- a sinistra, una luce agganciata alla cinghia dello zainetto all’altezza della spalla (fonte di luce ad esaurimento, una volta consumata pochi secondi e sarà di nuovo disponibile);
- a destra un binocolo, davvero utile e ben fatto, con possibilità di zoom e soprattutto dotato di RAD, una funzione che gli consente di scannerizzare l’ambiente circostante alla ricerca di meccanismi, porte d’ingresso e di tutto ciò che è “franabile” o “ditruggibile”. Vedrete, risulterà davvero utile nel corso della storia;
- in basso la scelta delle armi a disposizione, le classiche 2 automatiche più un’altra arma a scelta tra quelle che troveremo, non di più e risulterà quindi importante individuare la migliore e più utile da portare con sé; capitolo a parte meriterebbe la descrizione dell’ultima arma che avrete a disposizione, ma non vi svelo nulla per non rovinarvi la storia ed il gioco;
- in alto i medikit, massimo tre.
Relativamente ai movimenti, c’è tutto l’armamentario che aveva reso epico i primi capitoli: salti, arrampicate, passaggi a 2 mani sospesi nel vuoto, velocizzabili oltretutto con la pressione del tasto Y e vi assicuro che in alcuni punti sarà vitale, salti ad afferrare corde e liane, salti ad afferrare aste attaccate alle pareti, in modo da eseguire volteggi e superare strapiombi, discese ove occorre saltare per tempo e nella direzione corretta. Anche la sezione di movimenti nell’acqua è ben fatta, col tasto direzionale per nuotare in superficie o direzionare sott’acqua, il tasto B per immergersi e nuotare sott’acqua e il tasto A per risalire in superficie. Ovviamente nel nostro girovagare subacqueo dovremo tener d’occhio la barra della respirazione, all’esaurimento della quale inizierà a calare la barra della salute.
A disposizione di Lara anche un rampino magnetico dal doppio uso: agganciare e tirare a sé oggetti di metallo, attivabile col tasto X e successivamente tirando a sé col tasto Y, oppure come corda da agganciare a oggetti metallici sospesi per poter superare punti nel vuoto, attivabile con la pressione del tasto A.
Come nel secondo capitolo, vi è la presenza di alcuni scontri, sia contro animali che contro i “cattivi”. Non sono molti nel complesso della percentuale del gioco e questa è un’ottima cosa, ma pur essendo in percentuale limitata sono sviluppati bene:
- premendo LT potremo agganciare il bersaglio, sparando con RT;
- premendo LT agganciando il bersaglio potremo colpirlo con un calcio o utilizzarlo come sponda per compiere un balzo in slot motion e contemporaneamente sparare con RT (effetto decisamente molto cinematografico, ma visivamente spettacolare ed alla fin fine molto utile);
- sempre agganciando il bersaglio con LT, potremo anche compiere delle scivolate sui piedi dell’avversario, sbalzandolo in aria e dandoci la possibilità di sparargli con RT
- premendo RB lanceremo delle granate, che prenderemo dagli avversari eliminati (così come i medikit) o lungo il percorso che dovremo affrontare.
Capitolo a parte merita l’utilizzo di dispositivi o mezzi di trasporto. Nel gioco dovremo utilizzare mitragliatrici fisse o altri dispositivi (ad esempio in Kazakistan risulterà vitale e necessario per completare il livello), ma soprattutto potremo andare in moto.
Già dal secondo livello, quello in Perù, dovremo superarne una parte con una bella corsa in moto, all’inseguimento dei cattivi che stanno per raggiungere una nostra amica che ha bisogno del nostro aiuto. Dovremo lanciare la nostra Ducati nera a tutta velocità (premendo il tasto A, il tasto X serve per frenare o fare marcia indietro) lungo una strada sterrata, schivando alberi e rocce e nel contempo con il pericolo di nemici anch’essi motorizzati ai quali dovremo sparare, dopo averli agganciati sempre con LT.
Sono sezioni, quella dell’utilizzo delle moto, decisamente divertenti e non molto impegnative (fatto salvo quella in Kazakistan in alcuni punti) ma che spezzano il ritmo e rendono vario il gioco.
Altra annotazione sul gameplay, decisamente importante: avete presente i punti di Resident Evil 4 dove si devono premere tasti o muovere levette analogiche al comparire dell’icona relativa su schermo ?
Questa cosa sarà presente anche in alcuni punti di questo nuovo capitolo di Tomb Raider, con sequenze spettacolari ed estremamente pericolose da superare nel modo sopra detto; una dimenticanza o un ritardo nell’eseguire il movimento richiesto e solitamente o si finisce a fettine, o infilzati o in abissi senza fondo.
Come vedete la lista di movimenti e cose da fare è decisamente corposa, ma vi assicuro che l’immediatezza del gioco e la facilità di apprendimento vi porteranno a superare senza troppi problemi anche i punti più difficili, a parte alcuni passaggi ove vi assicuro non potrete non morire almeno una volta (non preoccupatevi, solitamente appena prima c’è un checkpoint e quindi avrete poco da rifare) prima di aver trovato il modo giusto con i giusti tempi di movimento.
Ultima annotazione, che è uno dei punti fondamentali a mio parere che portano questo capitolo ad avvicinarsi ai primi capitoli della serie: la varietà di enigmi e stratagemmi da risolvere o mettere in atto per avanzare nella storia. Già l’ambientazione di per sé merita, in quasi tutta la totalità del gioco (Bolivia, la seconda parte del Perù e Nepal le mie locazioni preferite, quest’ultima con passaggi da mozzare il fiato), dando proprio quella sensazione di mistero ed esplorazione che era mancata dal terzo capitolo in avanti. All’ambientazione ci aggiungiamo la varietà degli enigmi che dovremo risolvere, sia per aprire un passaggio nei templi che incontreremo, sia per evitare pericoli dati da strapiombi, fuoco, lame o massi. Il mix di tutto questo mi porta a ritenere Tomb Raider: Legend decisamente un buon proseguimento della serie, permettetemi di agganciarlo al seguito del primo e del secondo, scartando i successivi al 2.
Per quanto riguarda il sonoro nulla di particolare da dire; decisamente ben fatto, i rumori di fondo sono ben riportati e danno una buona immersione nel gioco.
Anche la musica è discreta, per la verità senza infamia e senza lode; poteva essere resa un po’ più coinvolgente in alcuni punti.
Dal punto di vista grafico invece, qualche nota dolente la incontriamo.
Probabilmente il tutto sarà dovuto all’essere un titolo multipiattaforma, ma la grafica espressa in vari punti nella versione da me giocata per l’Xbox 360 è decisamente sottotono.
Se alcune cose sono rimarcabili in positivo, come la buona gestione della luce e delle ombre, altri punti sono decisamente negativi, come le texture di molte pareti decisamente grossolane ed i modelli dei personaggi decisamente spogli graficamente.
A salvare il tutto, come già detto nel paragrafo precedente, le ambientazioni, sicuramente ispirate.
Se molti luoghi interni sono troppo scarsi graficamente, molti esterni e gli impatti iniziali dei templi anche interni sono sicuramente di buon livello.
E’ indubbio che però, relativamente alla versione da me giocata, la console sarà nextgen, ma il gioco decisamente no.

- Un ritorno al passato nel gameplay, e questo è un bene
- Discreta colonna sonora, non molto incisiva a dir la verità
- Alcuni ambientazioni esterne ed alcune interne dei templi decisamente notevoli
- Dal punto di vista artistico il gioco presenta diversi punti di deciso impatto
- 3 difficoltà di gioco, quindi rigiocabile, numerosi costumi a disposizione
- Alcuni punti un po’ troppo semplici, rispetto ad altri che richiedono concentrazione, prontezza di riflessi e colpo d’occhio
- Si nota purtroppo il fatto di essere multipiattaforma
- Dura una decina di ore senza correre
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