The Legend of Zelda: Twilight Princess (Wii, GC)
Inserire un gioco di Zelda nella propria console non è un’operazione semplice quanto sembra. Ogni volta che un appassionato si ritrova tre le mani una nuova incarnazione della serie ridiventa un bambino che si alza la mattina di natale -avrò quello che ho chiesto? i regali saranno all’altezza? speriamo niente delusioni-. Una cosa banale come inserire il disco (o le cartucce dei tempi andati) diventa un atto quasi mistico, significa cominciare un viaggio pieno di magia, essere consapevoli che si sta per abbandonare questo mondo per parecchio tempo così da ritrovarsi catapultati anima e corpo nella bella Hyrule.
Se poi uno Zelda fa -pure- da titolo di lancio per una nuova console Nintendo, com’è il caso di questo Twilight Princess, allora l’attenzione, le aspettative e le speranze sono decisamente ai massimi livelli.
Dal Prologo:
“Nella parte meridionale del regno di Hyrule, circondato da prati idillici, si trova il villaggio di Tauro. La vita, qui, ruota intorno all’allevamento di pecore e capre. Fra i pastori ce n’è uno che sa cavalcare molto bene, un ragazzo che sogna di diventare il capo villaggio. Il suo nome è Link…”
E’ la leggenda di Zelda che inizia, ogni volta uguale e ogni volta diversa, come fosse una storia raccontata da tempi immemorabili per generazioni, che ad ogni passaggio perde e guadagna ugualmente qualcosa dei propri tratti. E’ la storia di Link, il giovane destinato a combattere il male che contaminerà le terre di Hyrule mutandole in luoghi d’ombra e buio, che dovrà affrontare mille pericoli per diventare l’eroe salvatore di tutti. Parlare più dettagliatamente della storia è superfluo e decisamente inopportuno, vista la bellezza della stessa: basti sapere che la doppia natura di Link -uomo/bestia-, le situazioni in cui ci ritroveremo e le svolte nella trama saranno sempre ben raccontate ed amalgamate, senza delusioni di sorta.
Dopo pochi istanti di gioco la prima cosa che salta all’occhio è sicuramente il nuovo look visivo che caratterizza i personaggi: dimenticate le atmosfere solari, marine e “bambinesche” di Wind Waker, in questo caso il design è decisamente più adulto e cupo, decisamente consono alla storia raccontata. Link è un normale ragazzo che vive la propria vita cura gli animali del villaggio e si diverte coi bambini, di cui è amico e guida; persone e cose sono sì rappresentate con stile e toni da fiaba, ma al tempo stesso dimostrano una certa maturità e concretezza stilistica. Se la prima sessione di gioco lascia intravedere soltanto una Hyrule così solare e armoniosamente bucolica, bastano pochi istanti nelle ombre per ricredersi, e questo dualismo non caratterizza solo l’ambiente: Link-lupo è decisamente una belva nera e oscura, mentre il paesaggio avvolto dal crepuscolo assume toni decisamente poco brillanti. Ecco che case e panorami si presentano scoloriti, foschi e malinconici; l’aria stessa è letteralmente invasa e percorsa dall’ombra, quasi elettrizzata da essa grazie ad un ottimo effetto visivo, ed anche i nemici, pure quelli vagamente antropomorfi, hanno lineamenti oscuri e movenze animalesche e bizzarre.
Nell’impresa di liberare Hyrule non saremo soli, ma saremo seguiti da due compagni eccellenti: Epona e Midna. Epona non dovrebbe avere bisogno di presentazioni, è la cavalcatura fedele di Link, e saltarle in groppa è una vera gioia, sia per attraversare pianure o strette gole, sia per affrontare epici duelli a cavallo contro mostri che montano su terribili cinghiali. In ogni caso il controllo è perfetto e le movenze del cavallo sono eleganti e aggraziate, ma anche muscolari e potenti se si tratta di galoppare furiosamente contro i nemici. Midna al contrario è una novità: le sue forme minute ed insolite nascondono una grande forza che si rivelerà utile in parecchie occasioni; è decisamente un personaggio straordinario, un’ottima co-protagonista che ci guiderà e aiuterà, senza mai rivelarci troppo degli scopi che persegue. E’ una figura che non si dimentica, angelica o demoniaca a seconda della situazione, i suoi pensieri sono imperscrutabili e incomprensibili, ed è al tempo stesso dotata di grande carisma e fascino: sicuramente una delle creature più incantevoli che Link abbia mai incontrato e una delle migliori sorprese di questo episodio di Zelda.
Due cose differenziano la versione del gioco per Wii da quella per Gamecube: i controlli e il formato dello schermo. Se nel secondo caso gli utenti di Wii non possono che essere contenti di vedere sul proprio televisore una splendida Hyrule in 16:9, l’utilizzo del wiimote per giocare ad un titolo, e che titolo!, concepito per la passata generazione ha fatto nascere parecchie perplessità sull’effettiva efficacia e facilità dei controlli. Fugando immediatamente ogni dubbio si può affermare che l’accoppiata wiimote + nunchuck è decisamente funzionale e assolutamente intuitiva da gestire. Col nunchuck guideremo i movimenti di Link, bloccheremo la visuale sui nemici, ci difenderemo oppure potremo sferrare attacchi speciali, mentre col wiimote faremo tutto il resto: parlare con gli altri personaggi , sollevare o lanciare oggetti, accedere all’inventario, alla mappa ecc… Ma soprattutto il wiimote sarà la nostra spada e il nostro mirino. Dopo aver sguainato la spada potremo vibrare poderosi fendenti contro i nemici spostando il telecomando a destra e a sinistra, come se stessimo brandendo realmente una lama, combinando magari gli attacchi con salti e capriole; impugnando invece un’arma da lancio, come per esempio l’arco o il boomerang, comparirà sullo schermo un mirino -piuttosto voluminoso- con cui potremo puntare ed eventualmente colpire -se la mira è buona- i bersagli scelti. Governare Link è quindi semplicissimo, le azioni si effettuano in modo comodo ed istintivo e anche le varie armi e oggetti si usano in maniera immediata e intuitiva, grazie ad un sistema di controllo agevole e facilissimo da assimilare. Niente di rivoluzionario comunque, il gameplay è decisamente classico ed escluse le due eccezioni già citate -mirare e dar spadate- non ci discostiamo affatto da quelli che sono i controlli eseguibili con un normale joypad.
Se Twilight Princess lascia veramente a bocca aperta non è sicuramente per la resa grafica: le potenzialità del Wii sono ancora inespresse e siamo ancora agli standard dei giochi per Gamecube, e si vede. Ma sono inezie da evitare quando si tratta di giochi del genere, sarebbe decisamente delittuoso far pesare eccessivamente questo fattore, soprattutto pensando all’eccellenza raggiunta in altri campi. I dungeon, per esempio, sono caratterizzati da un level design ottimo, vere perle di giocabilità, impreziosite da enigmi mai impossibili, da risolvere con un pizzico d’astuzia e intelligenza. Attraversando i livelli troveremo ogni volta nuove armi ed oggetti indispensabili per proseguire nell’avventura, da usare per raggiungere tesori segreti -anche in luoghi che abbiamo già visitato- o per sconfiggere i “signori del labirinto” che ci attendono al termine di ogni dungeon, i boss. Questi ultimi sono un’ulteriore prova di bravura, sia per quanto riguarda il design, sempre vario e di splendida grandezza, sia per il divertimento che si prova ad affrontarli: ognuno di loro va sconfitto con intuito e rapidità, approfittando al meglio delle armi raccolte e sfruttando l’ambiente circostante a nostro vantaggio, dando luogo a scontri epici e magnifici.
E che dire della grandezza del reame? Per attraversarlo completamente, e quindi portare a termine l’avventura, impiegheremo circa 50 ore, chi più, chi meno, ma tra tesori e segreti vari il viaggio potrebbe durare molto di più.
Molto buono anche il comparto sonoro, tutti gli effetti sono resi adeguatamente, dai fendenti della spada agli ululati di Link-lupo; i personaggi, come di consueto nella serie, non sono doppiati ma si esprimono attraverso suoni particolari, vagamente vocali, sottotitolati -bene- in italiano; Link invece è completamente muto, le sue parole non si esprimono nemmeno nei sottotitoli, accentuando così l’immedesimazione del giocatore con l’eroe dal cappuccio verde. Hyrule è così viva anche grazie alla sonorità degli ambienti -gli uccelli, il vento…- e alle musiche che la attraversano: sempre adeguate alla situazione e mai invasive, degno accompagnamento di momenti tristi e di epiche battaglie.
Mille cose ci sarebbero ancora da dire: la pesca o la raccolta di insetti non sono che pezzi che impreziosiscono ancora di più questo splendido mosaico, ma è bene che ognuno scopra da solo le tante sorprese, le tante sfide che si presenteranno, tutte sfaccettature di una pietra preziosa.
Questo è Zelda: una fiaba senza tempo, con tutta la sua magia e il fascino che subisce chiunque si lasci trasportare nelle terre incantate di Hyrule. Tutto in Twilight Princess evoca ricordi di tempi passati, di altri episodi della serie giocati, o più semplicemente, di una storia già ascoltata, simile eppure diversa.
Ed è forse questo che renderà questo episodio un classico, una perla rara, ed in definitiva una summa di ciò che Zelda è e rappresenta, il cui valore trascende la mera veste grafica o le -pochissime- sbavature che lo affliggono.

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