The Darkness (Xbox 360)
Il gioco è tratto da un fumetto scritto dal geniale Garth Ennis e illustrato dal bravissimo Marc Silvestri, edito da TopCow nel 1997, giudicato da più parti una delle migliori opere dark di quell’anno anche se per la verità non di grande successo.
Il giorno del nostro ventunesimo compleanno…
… la causa scatenante…
Il protagonista Jackye Estacado lavora per la famiglia mafiosa Franchetti.
Il boss Paulie Franchetti ci ha dato l’ordine di uccidere un nostro rivale, ma presto ci accorgeremo che si tratta di una trappola studiata per sbarazzarsi di noi e dei nostri scagnozzi
Il giorno del ventunesimo compleanno i primogeniti della famiglia Estacado sono soggetti ad una maledizione, la tenebra si impossessa del loro corpo e della loro anima che attraverso di loro esprime tutto il proprio potere sfruttando il lato oscuro dell’uomo.
The Darkness ha luogo in una periferia di New York colma di atmosfere malate, impaurita dai criminali e soggiogata da poliziotti corrotti.
In questo contesto ben si introduce un anti eroe quale è il protagonista.
Il taglio altamente cinematografico delle sequenze non interattive (un plauso particolare alle scene di intermezzo, attraverso la voce dello stesso protagonista si da profondità alla storia attraverso un viaggio introspettivo… magnifiche ) e dei dialoghi, l’utilizzo cupo e soffocante dell’illuminazione nelle vie e nelle metropolitane della grande Mela contribuiscono a costruire un’atmosfera da film Noir, un mondo parallelo in cui, man mano che andremo avanti nel gioco, verremo trascinati e che si impossesserà di noi cosi come la Tenebra farà con il protagonista.
Il gioco ci permette di combinare i poteri della Tenebra con l’uso delle armi da fuoco.
C’è una buona differenziazione nell’uso di quest’ultime, sia con pistole ed uzi impugnate a due mani che con armi ad uso singolo e con in più la possibilità di effettuate il corpo a corpo; inoltre le munizioni non saranno un problema, potendo raccogliere quelle lasciate dai nemici uccisi.
La Tenebra, per nutrirsi, divorà il cuore dei corpi esanimi diventando cosi, man mano, più devastante e permettendoci di utilizzare tutti i 4 poteri.
Il primo di questi consente a Jackie di controllare uno dei tentacoli che strisciando lungo pareti e pavimenti riesce ad andare in luoghi altrimenti irraggiungibili dal nostro personaggio ed anche ad assalire alle spalle gli avversari.
Si passa poi all’ utilizzo di uno dei tentacoli a mo di lancia, necessario per spegnere luci, per impalare i nemici e per sollevare oggetti, che con l’aumentare del proprio potere, saranno sempre più pesanti.
Altro potere sono le pistole demoniache, differenti ed entrambi devastanti; si possono utilizzare fino ad esaurire il potere della Tenebra che comunque si ricarica costantemente in assenza di luce (la “ricarica” sarà visibile, nel senso che vedremo le bocche dei tentacoli che “aspireranno il buio”).
Ma il potere, che, a mio modo di vedere, sbilancia un pò il gameplay è il buco nero, un grande vortice, all’interno del quale tutti i nemici nelle vicinanze vengono risucchiati.
Considero quindi ottimo, nel complesso, l’implementazione della Tenebra nelle meccaniche di gioco, cosa che ci da un estrema soddisfazione ma in alcuni casi, ed in questo l’I.A. del gioco non aiuta, si ha l’impressione di un immenso potere che neanche al livello più difficile viene degnamente contrastato.
I Darkling possono essere evocati in aiuto, in alcune zone delle varie ambientazioni, e solo quando la Tenebra è attiva, ma purtroppo riescono ad essere utili in poche occasioni; è comunque doveroso sottolineare l’estrema ironia che permea ogni loro azione.
Anche in questo caso l’I.A. non si comporta al meglio dato che spesso i Darkling si bloccano davanti a spigoli o vicoli ciechi senza riuscire ad eseguire i nostri ordini. Ricordatevi comunque che vi sono diversi settaggi sul quale operare per migliorare il proprio controllo del personaggio giocante, soprattutto in fase di combattimento.
In generale quindi, il gioco ci da sempre un’intensa e divertente sensazione positiva combinando fasi di combattimento, di esplorazione e di risoluzione di piccole quest (alcune delle quali di buon livello) in diverse location affascinanti quanto oscure, con una leggera pecca causata dalla non perfetta calibrazione tra poteri della tenebra ed I.A.
Il gioco come è stato precedentemente accennato ha un’ottima e corposa storia che lentamente si dipana attraverso le vie cittadine; ottimo l’uso in stile adventure del dialogo con i png che saranno più o meno utili al proseguo di quest’ultima e nel caso non lo fossero sbloccheranno comunque quest necessarie per aumentare leggermente la longevità e sbloccare alcuni achievments che sono distribuiti sui 2/3 per la fase offline ed 1/3 per il multiplayer.
Partiamo dal presupposto che i ragazzi della Starbreeze implementano l’illuminazione (e di conseguenza le ombre in tempo reale) in modo magnifico nelle loro produzioni, chi ha giocato a “The Cronicles of Riddick – Escape from Butcher Bay” sa benissimo di cosa parlo ed anche in questo caso, almeno sotto questo profilo, hanno sfruttato a dovere la potenza di calcolo a disposizione.
E’ un peccato che, per utilizzare la Tenebra, si debbano distruggere la maggior parte delle luci disseminate nelle location di gioco; ma non preoccupatevi anche al buio il gioco sa stupire con un’ottima implementazione dell’effetto blur che delinea i contorni degli oggetti e dei nemici altrimenti invisibili.
In generale, quindi, si è davanti ad una produzione che dal punto di vista tecnico mostra una resa globale di alto livello con poco aliasing, buon numero di poligoni ed buoni effetti grafici; piccola nota, alcune texture, a volte, non sono di buon livello più che altro nei primi livelli del gioco, particolari che però non si palesano a tutti.
I volti dei png, che incontreremo lungo il gioco sembrano avere un buon numero di poligoni ma artisticamente dal punto di vista emozionale per esempio avrebbero potuto caratterizzarli meglio; stesso discorso vale per il motore fisico dove è sì ben concepito, esempio eclatante si ha quando i nemici e gli oggetti vengono (come fosse un mulinello) risucchiati nel vortice del buco nero. Ma non sempre convince, ne è un esempio la scarsa interazione, visto che il personaggio è una vera e propria forza della natura e non è possibile che in alcuni casi alcuni oggetti siano inamovibili.
Sono degne di nota le animazioni della Tenebra in qualsiasi caso (compresi i Darkling) ed anche la sua interazione con i corpi quando per esempio impaliamo o mangiamo il cuore. Ci sono alcuni difetti grafici, in alcuni casi fastidiosi, come ad esempio fenomeni di flickering che ci sorprendiamo siano presenti su una console nextgeneration.
Fin qui quindi abbiamo parlato di alcuni difetti davanti ai quali riusciamo nella maggior parte dei casi a chiudere un occhio, ma nel paragrafo successivo ne troveremo uno purtroppo davvero grosso.
Nelle fasi multigiocatore si potrà combattere tra umani, tra darkling o tra mutaforma(solo in Clb in questo caso) in 4 modalità Deathmatch, Deathmatch a squadre, Clb e Sopravvissuto con esattamente 8 mappe a disposizione.
Iniziamo subito con il dire che le mappe sono poco curate ed abbastanza spoglie, il netcode non è assolutamente ottimizzato provocando un lag frustrante in alcuni casi, una esperienza generale che non da nessuna aggiunta alla longevità del gioco e che sembra buttata li all’ultimo momento senza nessuna pretesa.
Non conosco i motivi della necessità di implementazione della modalità online per questo gioco, soprattutto se il risultato deve essere questo; molto meglio sarebbe stato che gli Starbreeze si fossero occupati solo dell’offline, utilizzando il tempo a disposizione per sistemare alcuni difetti grafici e implementare maggiormente interattività e IA.
Come è stato precedentemente scritto gli obiettivi del gioco si incentrano in modo particolare sulla fase offline; già giocando la campagna preferendo le fasi di combattimento e non discostandosi mai dalla quest principale della storia si ottengono tranquillamente intorno ai 400 gp ma per ottenere gli altri bisogna impegnarsi un po’ di più, per esempio affinando le proprie tecniche combattive, ultimando tutte le quest fornite dai personaggi e trovando e collezionando le lettere ed i fogliettini disseminati lungo le ambientazioni ecc.
Starbreeze è riuscita, nonostante in pochi fossero in attesa di questo titolo, a stupirci ancora una volta con un piccolo capolavoro con alcuni difetti ma molti tocchi di classe.

- Storia appassionante
- Buona realizzazione tecnica
- Atmosfera curata nei minimi particolari
- IA di nemici e Darkling
- Multyplayer
- poca interazione con gli oggetti
- alcuni difetti grafici
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