Sherlock Holmes: The Awakened (PC)

“I fili scarlatti del delitto si aggrovigliano nella matassa incolore della vita, ed è nostro dovere dipanarli, isolarli e scoprirli ad uno ad uno” (da “Uno studio in rosso” Sherlock Holmes)
a cura di Fabio “Gattofelino” Bianco
Il risveglio

Londra, 6 settembre 1894, mattina presto, al 221B di Baker Street l’imprevedibile Holmes affacciato alla finestra dello storico appartamento, scruta il via vai mattutino di quella che si appresta ed essere una grigia giornata inglese. E’ scocciato, ma in fondo a sé, sente che il suo infallibile fiuto lo sta guidando verso una nuova ed incredibile avventura!
Il Dr. Watson, irrompe nel soggiorno e con la solita impertinenza incalza il nostro Holmes che distratto guarda il panorama di fronte a sé.

Se non fosse l’introduzione dell’ultima fatica di Frogwares software, si direbbe che una tipica e noiosa giornata inglese è appena cominciata…

L’avventura

Ci troviamo di fronte alla classica avventura ad enigmi, in cui controlleremo Sherlock Holmes (e altri personaggi) nel tentativo di svelare l’oscuro mistero.
In pieno stile Gabriel Knight, saremo in grado di controllare il protagonista con visuale in prima persona ed inoltre muoverlo in un ambiente completamente tridimensionale, privo di sfondi pre-renderizzati.
L’approccio “fps” di questa avventura, ha permesso agli sviluppatori di inserire tutta una serie di caratteristiche interessanti dal punto di vista del gameplay.
Ci troveremo infatti ad “impersonare” i vari attori della vicenda, vedendo coi loro occhi e potendo scrutare ogni particolare dell’ambiente con una dose di realismo maggiore rispetto ad altre blasonate serie, come lo storico Myst o l’ottimo Broken Sword.
Per fare ciò, avremo in nostro possesso un vario campionario di oggetti dal sapore fortemente vittoriano: pinzette, lenti, bilance e alambicchi per indagare con l’occhio della ragione ciò che all’apparenza senso logico non ha. La forte presenza della cultura illuministica è evidente in tutto il corso della narrazione e come nel romanzo di Arthur Conan Doyle, rappresenta il punto di partenza e nucleo fondante della struttura di gioco. Ciò non toglie che l’avventura in questione sia narrata concedendo alla fantasia molte divagazioni nel campo dell’occulto come nel campo delle leggende tradizionali.
Si scorgono infatti forti influenze Lovecraftiane nel plot articolato di questo titolo; mistero, ritualità e antichi miti si fondono in un intreccio irresistibile, con qualche immancabile tocco di umorismo (ovviamente inglese) e una tensione incalzante.
La storia è raccontata molto bene: l’antefatto da cui prende spunto il tutto è la misteriosa sparizione di un servo di un nobile inglese, residente a pochi passi dalla casa del nostro famoso alter ego. Chiamati ad investigare su questo spiacevole evento, saremo travolti da una serie di circostanze che ci porteranno molto lontano dalla nostra mèta iniziale, ad indagare i più reconditi aspetti dell’animo umano…

Il gameplay

Come spiegato in precedenza, per aiutare la nostra investigazione avremo numerosi strumenti di mestiere, figli dell’era scientifica e dell’ingegno umano.
Per portare avanzare nell’avventura, saremo obbligati ad osservare ogni piccolo particolare del “luogo del delitto” grazie alla visuale in prima persona e alla possibilità di zoomare su alcuni particolari utili ai fini della ricerca.
Saremo noi a stabilire ciò che è importante e cosa no e per fare questo dovremo calarci completamente nei panni dell’astuto Holmes.
Dove guarderebbe Holmes? Dove andrebbe ora? Saranno queste le domande più frequenti che vi porgerete per cercare di venire a capo del dilemma. In veste di Watson, sarete anche tenuti a rispondere (in modo testuale) ad alcune domande rivoltevi con sprezzante logica dal geniale Holmes che vi schernirà se non sarete in grado di compiacerlo…

Le modalità per mezzo delle quali potrete accedere agli eventi successivi saranno essenzialmente quattro: un indizio ricevuto da un personaggio non giocante interrogato, un ritrovamento importante, la soluzione di un rompicapo oppure fornendo la risposta esatta alle domande del famoso investigatore. Quest’ultima modalità in certi casi potrà risultare un po’ frustrante, soprattutto quando la risposta non sarà facile né immediata ma, una volta raggiunta la mèta, sarà fonte di grande soddisfazione fra tutti i novelli Sherlock!
Nella fase investigativa la chimica ci verrà spesso in aiuto. Infatti fondamentale sarà separare i vari elementi dai reperti che rinveniamo per stabilire origine e utilizzo degli stessi e comprendere l’esatta direzione da prendere. A volte non sarà per nulla facile ma la soddisfazione di risolvere uno degli enigmi proposti con le proprie forze, sarà impagabile.

Dal lato dell’interfaccia, il gusto per la semplicità mostrato dagli sviluppatori dal punto di vista tecnico ha dato i suoi frutti, proponendo un menù pratico e facilmente navigabile con un solo click del tasto destro. Appunti, fogli di giornale ed oggetti trovano spazio in un inventario ricco quanto compatto che diviene subito famigliare ed essenziale.

La tecnica di Holmes

A livello grafico siamo di fronte ad un titolo davvero basilare.
Il gioco è in grado di girare in modo soddisfacente, anche su configurazioni di qualche anno fa. Settato al massimo dei dettagli, non impressiona né per ricercatezza né per tecnica pura ma restituisce una buona impressione d’insieme, dovuta in gran parte all’ottima fluidità con cui si muove e alla raffinatezza con cui sono stati costruiti i luoghi che andremo a visitare.
Si può dire che la grafica sia completamente funzionale alla sua missione: mostrare (in prima persona) un ottimo dettaglio degli oggetti e degli ambienti, tale da permettere una facile individuazione dei particolari importanti, grazie ad un eccellente e variegato uso di textures ed effetti di superficie leggeri da gestire.
Molto evocative alcune sezioni, con richiami a temi cari ad H.P. Lovecraft e ad altri novellieri dell’era vittoriana ed in generale buona la cura proposta nella rappresentazione dell’atmosfera, mattone fondamentale nel riuscito coinvolgimento di titoli come questo.
Nota di demerito invece, per quanto concerne la rappresentazione del reale: città spoglie di vita, surreali sobborghi privi di passanti, negozi perlopiù blindati e cut-scene montate ad hoc sempre con pochissimi partecipanti. Questo a mio modo di vedere è un grave errore fatto dagli sviluppatori poiché una maggiore presenza e interazione con png sarebbe stata di grosso aiuto alla completa immedesimazione nel protagonista.
Venendo all’audio, le musiche un po’ ripetitive e gli effetti sonori non esaltanti stonano leggermente con un ottimo doppiaggio, sicuro merito di attori professionisti. Nel complesso l’audio è buono, d’atmosfera, ma non certo esaltante.

Fine del mistero

La longevità del titolo si attesta su valori decisamente buoni, ovviamente è fortemente dipendente dalla bravura del giocatore. I più smaliziati non impiegheranno moltissime ore ad avere ragione della trama, per i meno dotati invece, potrebbe risultare un calvario giungere alle battute finali…

E’ fortemente consigliata una buona conoscenza della lingua inglese, senza di essa perderete il succo della narrazione e difficilmente sarete in grado di proseguire nell’avventura.
Nel complesso è un titolo che porta alcune interessanti varianti nel genere, sopratutto a livello di gameplay.
La presenza della visuale fps-style e un buon mix tra azione investigativa e rompicapo faranno la gioia dei fan di questo genere. Per gli altri potrebbe risultare un po’ noioso e potenzialmente frustrante.
Consigliato agli amanti di Sir Arthur Conan Doyle e H.P. Lovecraft, in questo giallo rivivrete un piccolo sogno divenuto realtà, senza avere la necessità di rinnovare il pc o di fare un salto in libreria.

  • Storia coinvolgente
  • Gameplay innovativo
  • Buono graficamente e scalabile
  • Alcuni enigmi frustranti
  • Città deserte
  • Solo in inglese