Shadow of The Colossus (PS2)
Quando nel tardo 2001 venne rilasciato ICO per Playstation 2, l’accoglienza che venne data a quel titolo fu molto differenziata.
Da un lato il titolo mancò di ottenere un valido riscontro di vendite, dall’altro le recensioni non mancarono di esprimersi in termini lusinghieri e, a compensare una bassa pubblicità da parte di Sony, ci furono i numerosi post nelle boards di videogames che misero il titolo maggiormente sotto i riflettori.
Il gioco, nonostante avesse una meccanica con qualche spunto interessante, non si faceva notare per il gameplay, la realizzazione tecnica era decisamente valida (nonostante il titolo fosse nato per PS1), ma anch’essa non era la punta di diamante del titolo, e così ugualmente la longevità che con le sue 4 ore e mezza lo relegava facilmente più ad un “buon noleggio” piuttosto che ad un “valido acquisto”. Ciò che il titolo aveva era quel fascino che appartiene per lo più a rare produzioni Giapponesi e che viene percepita come la capacità di coinvolgere emotivamente il giocatore.
Questa magia era l’atmosfera, un’atmosfera costruita coi silenzi, con il confronto tra il personaggio ed il castello che esplorava, con un paesaggio dipinto con colori smorti, quella costruzione albergata soltanto da ombre e rischiarato da un sole con un effetto di glow così ben dosato da farlo sembrare “caldo”.
Questa carica artistica, questo stile, avevano colpito a fondo in diversi cuori e molti speravano e non speravano nel suo seguito.
La voglia di riprovare quelle sensazioni era tanta, ma la paura di un “more of the same” anche, questo, almeno fin quando Sony non mostrò le prime slide del progetto “Nico”.
Nico (poi divenuto Wanda to Kyozou aka Shadow of The Colossus), per stesse parole dei suoi autori Fumito Ueda e Kenji Kaido, non è nato come sequel di ICO.
ICO era visto come un progetto completo, durato 4 anni e che pienamente esprimeva l’idea che ne era stata l’origine.
Il team quindi iniziò subito a pensare a qualcosa di diverso e che questa volta sarebbe stato incentrato sull’azione, proprio a contrasto della tranquillità di ICO.
Il gioco nacque con un trailer (mosso dal motore di ICO), col quale venne descritta la meccanica di base che il gioco doveva avere e se è vero che alcune cose sono cambiate
col tempo, l’idea di un ambiente gigantesco ed il confrontarsi con nemici giganteschi era chiara sin dall’inizio.
Shadow of Colossus oggi si presenta sul mercato come neanche si osava sperare, ovvero non solo riesce a mantenere legami con le sensazioni di ICO, ma le rinnova inserendone alcune tutte sue e propone una meccanica assolutamente innovativa sia nei confronti di ICO che nei confronti del panorama dei VG attuali.
Il legame è puramente artistico, ovvero colpisce proprio nel punto che ha reso ICO così caro nei cuori, mentre già la storia si distanzia, non ponendo veri legami col predecessore se non nell’epico finale.
Il gioco vi pone nei parri di un giovane guerriero che ha portato il corpo della sua amata in un tempio situato in una vallata ai confini del mondo, qui, una misteriosa presenza lo pone davanti alla possibilità di riportarla in vita, possibilità che potrà concretizzarsi solo con l’eliminazione dell’incarnazione terrena di 16 divinità.
Dovrete cacciare questi giganti uno alla volta, e rigorosamente nell’ordine che vi verrà proposto. Ogni volta dovrete uscire dal tempio, farvi guidare dal bagliore della vostra spada e, dopo aver eventualmente superato qualche barriera naturale, raggiunta la vostra preda dovrete studiarne il comportamento per poter sferrare il vostro attacco.
Ad accompagnarvi in questo viaggio avrete al vostro fianco Argo il quale non solo vi permetterà di attraversare più rapidamente le lunghe distanze, ma sarà al vostro fianco anche in diversi scontri.
Il combattimento con i colossi non è poi uno scontro che viene posto in termini di forza bruta. Occorre difatti raggiungere il punto debole della creatura e qui infliggere i vostri colpi mortali.
La cosa però non è semplice ed ogni scontro richiede un approccio totalmente differente tanto da dar vita ai 16 confronti più coinvolgenti che forse avrete mai provato la cui durata varierà dai pochi minuti ad oltre mezz’ora.
Attirare l’attenzione di un colosso con l’arco, scalarne il corpo sfruttando le parti ricoperte dal pelo, cercare di sfruttare l’ambiente per raggiungere zone altrimenti impossibili, superare le parti coperte da armatura sono solo alcune delle possibilità offerte in 16 scontri dove nessuno è uguale all’altro, dove non c’è una grossa difficoltà “arcade” ovvero di esecuzione, bensì la difficoltà è il capire esattamente la tattica da seguire, l’esecuzione in se è abbastanza secondaria.
Il comparto visivo di Shadow of Colossus è assolutamente valido.
La vallata che fa da teatro alla vostra avventura è decisamente enorme e non ci sono veri load times, il tutto è esplorabile nella piena libertà e senza soluzione di continuità.
Gli scenari sono curatissimi e si passa dai deserti, a distese erbose, fino a dense foreste, passando per canion rocciosi, imponenti cascate e misteriose rovine.
I colori sono gli stessi colori di ICO, mai troppo forti, ed su tutto è applicato un bagliore che ammanta le immagini di “magico”.
I colossi sono semplicemente splendidi, imponenti, curatissimi nelle movenze, eccellenti artisticamente quanto tecnicamente, con una lode speciale per l’effetto fur-shading del loro manto.
Le animazioni sono per lo più ottime, giusto qualche animazione è leggermente sotto tono e c’è l’assenza di qualche animazione di giunzione tra due movimenti.
Altra menzione speciale per il cavallo. Argo è dannatamente vivo, merito non solo delle ottime animazioni ma anche delle sue routine comportamentali che lo portano ad agire proprio come un cavallo, tanto che a volte non vi darà retta o si impunterà.
Purtroppo tutto questo ha un prezzo, ed il problema tecnico principale è il frame rate non stabile che spesso scende sotto i 30FPS, tamponando nelle situazioni più concitate con del motion blur.
Non eccelsa è anche la telecamera, molto spettacolare ed abbastanza adatta alle riprese da lontano, ma assolutamente incapace di gestire le situazioni strette tanto da risultare un vero problema negli scontri più arcade.
Il LOD, ovvero la tecnica con cui si usano modelli dettagliati per oggetti da vicino e modelli approssimati per quelli in lontananza, è un pò troppo visibile e risulta un pò fastidioso, ma il motore chiede veramente troppo da PS2 e da un lettore DVD.
L’audio, come nel predecessore, non è mai invasivo e si passa dai soli effetti atmosferici, ad una colonna sonora epica durante lo scontro o pezzi al piano/organo durante i momenti più distensivi.
Per quanto la grossa originalità del titolo non gli consenta di essere consigliato proprio a tutti, rimane innegabilmente un’esperienza assolutamente unica sia in termini di gioco sia in termini emotivi.
Scalare i boss più grandi mai apparsi in un videogame, sorvolare un deserto aggrappati al pelo della propria vittima e cavalcare nella splendida vallata di Shadow of Colossus sono situazioni che sanno toccare corde che pochi giochi sanno suonare.
Anche il modo di confrontarsi è inusuale, con le vostre vittime quasi indifferenti a voi, e questo, unito ai vostri vestiti che costantemente si sporcheranno di più di terra e sangue, è come a volervi aprire dei dubbi su quanto sia giusto l’orrore che state commettendo in nome dell’amore.
E quando il nemico è finalmente è morto, ecco che parte di esso finisce nell’animo del personaggio principale.
Un gioco che diverte, emoziona, stupisce e fa pensare.
In poche parole, imperdibile.

- Estremamente vario negli scontri
- Uno dei finali più belli mai visti in un videogioco
- Eccellente colonna sonora che esalta le situazioni
- Ambiente vastissimo senza interruzioni
- Colossi splendidamente realizzati
- Sistema di controllo non perfetto
- Telecamera poco funzionale
- Frame rate instabile
- LOD un pò invasivo
- Si sbloccano solo modalità extra che aggiungono poco
Forse non tutti sanno che…
- In Giappone il gioco è uscito anche in edizione limitata, comprensiva di un package esclusivo, una maglietta, un ciondolo col volto di un colosso ed ovviamente il gioco
- Il team si è già detto interessato non solo a PS3, bensì anche anche a PSP dove probabilmente svilupperanno un titolo con uno stile però ben diverso e non realistico
- In Europa Shadow of Colossus sarà rilasciato contemporaneamente alla riedizione di ICO
- Il 7 Dicembre uscirà la colonna sonora di Shadow of Colossus e comprenderà 42 brani
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