Pro Evolution Soccer 2008 (Xbox 360)
La serie PES (Winning Eleven) sbarca finalmente sulle console di ultima generazione. In realtà PES6 era già presente nella ludoteca della console Microsoft, ma, non esistendo all’epoca la PS3, si è sempre ritenuto PES6 un mero adattamento della versione PS2. Sulla storia del prodotto mi soffermo poco: partito in sordina come gioco di nicchia per appassionati, negli ultimi anni si è imposto come il miglior gioco di calcio su console, scalzando un mostro sacro come la serie di FIFA della EA. Ecco perché l’uscita di questa versione, che dovrebbe finalmente sfruttare le console next-generation, ha generato tanta aspettativa tra i giocatori più affezionati alla serie e non.
I menù sono rimasti invariati rispetto ai capitoli precedenti, chi ha già giocato a PES6 e soci troverà subito quello che cerca. L’editor, croce della precedente versione per X360, è stato leggermente migliorato: adesso è possibile cambiare il nome delle squadre senza licenza ufficiale, praticamente tutta la premier league ad eccezione di un paio di squadre; inoltre, come in PES6 è presente uno slot di 16 squadre completamente editabili, ma che non potrete usare nella ML, purtroppo. Per quanto riguarda la possibilità di riprodurre al meglio le maglie, l’editor è abbastanza scarno: sono presenti una decina di tipi di maglie e pantaloncini, ma poca varietà. Altra nota stonata è la personalizzazione dei loghi e delle scritte sulle maglie: questa è possibile solo se si dispone della Xbox Live Vision, visto che manca un editor per disegnare i loghi o scrivere il nome dello sponsor.. PESsimo.
Anche l’editor dei giocatori usufruisce della telecamera per poter modellare i volti dei giocatori o il proprio, per fortuna c’è ancora la possibilità di creare volti senza l’ausilio del costoso hand-on.
È invariato il sistema di assegnazione dei numeri, schemi, tattiche, ecc.
Piccola nota, presenti solo 15 stadi, tutti riprodotti perfettamente, ma pochi se paragonati a quelli presenti sulla versione PS2.
Il menù pre-gara è rimasto inalterato rispetto a PES6: tattiche, strategie, formazione automatica per i più pigri, marcature a uomo e zona.
Una volta scesi finalmente sul campo si nota subito una grafica non certo da urlo, colori brillanti e modelli dei giocatori ben definiti, ma nulla di eclatante, anche se per un gioco di calcio questo non è l’aspetto prioritario. Al fischio dell’arbitro si ha subito l’impressione di una maggiore velocità rispetto al capitolo precedente e di qualche incertezza nel frame rate. Per qualcuno l’aumento della velocità potrebbe essere un difetto, utilizzando, però, il grandangolo come visuale di gioco, la maggiore sensazione di velocità sparisce, così come le incertezze del frame rate. Inspiegabili i replay davvero pessimi e gli scatti notevoli nel momento in cui un giocatore infortunato rientra in campo mostrato in un riquadro, rallentamenti assurdi visto il comparto grafico decisamente scarno.
Le animazioni dei calciatori risultano altalenanti, alcune fantastiche altre discutibili e poco realistiche, anche l’effetto pattinaggio non sfugge ad un occhio attento; il portiere è animato discretamente e compie il suo dovere discretamente. La fisica della palla sembra buona, migliore rispetto alla demo. Restano, però, alcune perplessità sulla velocità di certe azioni, il rinvio del portiere su tutte.
Ora la parte più importante: la giocabilità. Inutile negarlo, quest’ultimo episodio di PES/WE è decisamente spostato verso una meccanica più arcade, la velocità ed il pressing afissiante rendono spesso le partite un po’ troppo confuse e concitate, lasciando poco spazio alla manovra; altro problema è l’enfasi che si è dato alla fase offensiva: il gioco a centrocampo è spesso latitante e si passa spesso da una parte altra del campo eseguendo dei “coast to coast” di fifiana memoria. Aggiungiamo il fatto che i giocatori più blasonati sono difficilissimi da marcare e se contrastati sgusciano via come anguille palla al piede e la frittata è fatta.
Peccato, visto che la meccanica di base è ottima e resta ancora una spanna sopra a FIFA per quanto riguarda la pura giocabilità, ma viene fatto a pezzi in tutte le altre componenti, dalle licenze agli editor al numero di squadre e competizioni; qualche miglioramento c’è stato, nella ML con una seconda divisione più ampia, ma nulla di più.
I problemi di lag sono abbastanza frequenti e possono dare fastidio, specialmente nei momenti cruciali e durante una partita frenetica può essere determinante ai fini del risultato. Come già descritto, l’eccessiva importanza data alla fase offensiva e alle doti dei campioni più famosi porta sia a scegliere spesso squadre blasonate e zeppe di campioni come il Barcellona o il Brasile, sia a preferire una meccanica di gioco basata totalmente sulle individualità dei singoli. Il tutto logicamente rende poco godibile l’esperienza online. Attendiamo speranzosi un aggiornamento che porti a sistemazione definitiva il problema del lag stesso.
Pur rimanendo il migliore gioco di calcio attualmente in circolazione per le console next-generation, è chiaro che Konami ha eseguito un pessimo lavoro, sedendosi sugli allori e, conscia di un’utenza fedele molto ampia, trascurando così molti aspetti, piccoli e grandi, che su una macchina come la Xbox 360 o la Playstation 3 non possono che lasciare l’amaro in bocca.

- Giocabilità elevata della serie mantenuta
- Master League leggermente migliorata
- Editor limitato
- Eccessivamente arcade
- Giocatori blasonati troppo forti
- Lag nell’online
- Database con alcune lacune ed errori
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