Phoenix Wright: Ace Attorney Justice for All (DS)
Dopo l’evidente successo riscontrato dal suo predecessore Phoenix Wright: Ace Attorney, Capcom non si è fatta pregare proponendoci “Justice for All”, secondo capitolo di questa avvincente avventura grafica a sfondo giuridico. Caso dopo caso dovremo scagionare a suon di obiezioni il colpevole che colpevole mai è, il tutto in nome della giustizia.
In Justice for All ci troveremo ancora una volta a dover portare avanti indagini ed udienze per la salvaguardia dei nostri clienti “invischiati”, per così dire, in omicidi fuori dal comune. Il protagonista principale è l’ormai affermato Wright ma non mancheranno altre facce conosciute come Maya, Gumshoe, il Giudice o ancora la vecchia Oldbag. Viceversa faranno la loro apparizione nuovi caratteristici personaggi chiave per il proseguimento della storyline. Il gioco è composto da 4 casi, il primo dei quali fa da introduzione all’universo di Phoenix Wright per coloro che non hanno fatto la conoscenza della primo capitolo. Purtroppo però per “gli avvocati” più esperti potrebbe risultare scocciante e non all’altezza dei casi risolti in passato. Come accennato in precedenza il gioco vedrà il susseguirsi di due fasi cruciali: le indagini ed il processo in aula.
Le indagini si svolgeranno non solo sul luogo del delitto ma anche altrove per poter porre agli “abitanti” del caso le domande necessarie e avere una visione più chiara dei fatti, anche se spesso il grosso del lavoro verrà fatto in tribunale. La fase di investigazione vuole lo sguardo attento del giocatore che dovrà analizzare i vari scenari proposti accuratamente ma soprattutto si dovranno tirar fuori quante più informazioni ai vari indiziati, spesso dovrete far affidamento al registro processuale, dove verranno conservate tutte le prove raccolte,per poter portare avanti l’”interrogatorio”. Terminata questa fase si passa al processo vero e proprio.
In tribunale la musica è ben diversa, si mette in gioco la vita del proprio cliente e la propria reputazione. Il processo richiede l’assidua attenzione del giocatore nonché la predisposizione al ragionamento che spesso risulta essere l’arma d’attacco per inchiodare il testimone e far crollare come un castello di carte la sua testimonianza dei fatti. Obbiettare ad oltranza e leggere varie volte quanto detto dal soggetto in esame è il giusto carburante per portare avanti il processo. A complicare le cose inoltre c’è la presenza di un’astuta e spesso ingiusta accusa che farà di tutto per mandare all’aria i vostri piani mostrando prove e ipotesi schiaccianti, almeno a primo impatto. Infatti anche nelle situazioni più disperate la via di fuga è nel vostro registro processuale, basta riflettere, riflettere e cogliere le contraddizioni, che siano servite su un piatto d’argento o che siano nascoste da una fitta nebbia; starà a voi svelarle alla giuria ed al giudice. Prima di fare la vostra mossa però farete meglio ad analizzarla sotto tutti i punti di vista. Infatti disporrete di una barra che una volta svuotata farà concludere il processo, a vostro sfavore. Differentemente dal primo episodio, dove si potevano fare un massimo di 5 errori, in Justice for All la barra scenderà in dipendenza con l’errore commesso, sicuramente un tocco di maggiore realismo per il titolo. Da sottolineare che i casi possono continuare per più giorni e quindi proporre più volte la fase di indagine e quella di processo.
Continuando ad analizzare i vari aspetti del gameplay è necessario soffermarsi sui Lucchetti Psichici, novità di questo secondo capitolo. Spesso infatti ci troveremo a dover parlare con persone che nascondono la verità e qualora dovesse accadere niente panico, appariranno dei lucchetti psichici che ci avvertiranno, il numero di tali lucchetti varia in base a ciò che nasconde realmente il soggetto. Per poter rimuovere i suddetti non ci resterà che mostrare le giuste prove e smantellare ogni difesa ed ostacolo che ci impedirà di arrivare diritti alla verità. L’introduzione di questo elemento oltre ad essere un perno portante del gameplay garantirà sicuramente la presenza di inaspettati colpi di scena perché si sa, la verità può anche nascondere molte sorprese. Dal canto suo però questa nuova caratteristica è sinonimo di maggiore difficoltà poiché non solo toccherà avere tutte le prove necessarie per smascherare l’esaminato ma dovremo anche saper utilizzare le “armi” a nostro vantaggio nel migliore dei modi: anche in questo caso sbagliare comporterà una perdita di energia, tuttavia spezzati vari lucchetti si avrà in bonus un quantitativo energetico.
Phoenix Wright. Solo il nome è di per se un biglietto da visita che allude ad un comprato grafico ormai noto ai fans della serie. Anche se lo stile resta immutato ci troviamo comunque di fronte ad un scelta stilistica promossa a pieni voti. I geni di Capcom sono rimasti saldi sulle scelte del primo episodio con sfondi statici ma ricchi di dettagli. Un altro elogio da menzionare circa gli sfondi sta nella varietà di quest’ultimi. Ogni caso infatti vedrà il suo svolgersi in luoghi diversi e predisposti per affascinare il giocatore e coglierlo di stucco ad ogni inizio caso. Si passerà da un circo ad un villaggio e via dicendo. Ottime anche le scelte stilistiche ricadute sui personaggi rappresentati dai famosi sprites. Dalla fisionomia al look dei capelli fino all’abbigliamento. Ogni personaggio sarà diverso dall’altro. Curato nei particolari, i ragazzi di Capcom hanno ideato il tutto non solo per essere visivamente appagante ma dandogli anche un significato. Infatti dall’abbigliamento sarà possibile capire il ceto sociale e all’occorrenza anche il carattere di un particolare personaggio, ma come si suol dire: l’abito non fa il monaco. Restando in ambito grafico possiamo promuovere anche le scelte proposte dal team sui vari primi piani che ammireremo durante i “botta e risposta” nel tribunale. Non possiamo che toglierci il cappello dinanzi ad un comparto grafico che nella sua costanza riesce sempre a innovare e proporre qualcosa di nuovo, che sia uno sfondo o un semplice indumento non fa differenza.
Justice for All è sicuramente un gioco che impegna la mente tenendola sempre sul “chi va là”. Il giocatore deve spesso partecipare a lunghe ed intense fasi di riflessione che sicuramente verrebbero meno con un sottofondo musicale poco gradito e stonante. Se il gioco ci ha trattenuti per ore sui casi più improbabili sarà ed è stato anche merito di una colonna sonora di tutto rispetto. Gratificante la selezione di pochi brani, tutti però sempre orecchiabili e che non risultano mai ripetitivi. Inoltre è da mettere il risalto come ogni singola parte del sonoro sia plasmata per determinate situazioni, luoghi ed a determinati personaggi. Anche sul comprato sonoro possiamo dormire sogni tranquilli, dopotutto anche l’”orecchio” vuole la sua parte.
Il touch-screen la fa da padrone
Una delle principali peculiarità del Nintendo DS è sicuramente la presenza del touch screen. Una delle pecche più frequenti nei giochi per la conosle portatile delle grande N è infatti lo scarso utilizzo de secondo schermo. Justice for All però risulta sfruttare al meglio questa caratteristica. Il 90% delle nostre azione verrà fatto con il pennino alla mano. Con lo schermo interattivo del DS potremo infatti mettere mano alle scene del crimine, sfogliare il registro processuale o ancora scegliere tra le varie risposte multiple messeci dinanzi durante i processi. Purtroppo però dobbiamo far luce anche su alcune note stonante. Coloro che hanno giocato al primo episodio noteranno l’assenza di piccoli “mini-giochi”, se così vogliamo chiamarli , che spesso tendevano a rallegrare l’azione in Ace Attorney.
Insomma, Justice for All oltre ad essere un gioco che farà gola a molti perché portabandiera di un genere che sta via via scomparendo si propone anche come un ottimo titolo sotto tutti i punti di vista. Forse non a livello del primo capitolo, di maggiore impatto, il titolo di Capcom offre comunque un’ottima esperienza di gioco dettata dal sano divertimento e da un gameplay ormai tipizzato e amato da non pochi possessori del doppio schermo.

- Ottimo uso del touch screen
- Esponente di una tipologia sempre più povera
- Ottime scelte stilistiche
- Buon comparto sonoro
- Touch screen non a livelli del primo capitolo
- Mancanza di cut-scene
- La versione anglofona è di tutt’altro spessore linguistico
Collegati
Facebook
Immagini
Articoli recenti
- Men In Black Alien Crisis
- The Amazing Spider-Man
- Disponibile Max Payne 3
- Gotham City Impostors, nuova mappa disponibile gratuitamente
- MotoHeroz disponibile gratuitamente su App Store
- Borderlands 2 Edizioni Speciali
- Live Activity settimana 7 maggio
- Halo 4: Halo Infinity Multiplayer
- Disponibile SBK Generations
- Skylancer: Treasure Island sui sistemi iOS
Tag Cloud 3D
alan wake batman batman arkham city battlefield 3 battlefield 4 bioshock bioshock infinite dance central 2 dungeons dragons elsword end of nations fallout new vegas fifa street final fantasy final fantasy 13 forza motorsport 4 gears of war 3 gotham city impostors grand fantasia grand slam tennis 2 grand theft auto 5 gran turismo halo il signore degli anelli kinect sports 2 kinect star wars live activity mass effect 3 max payne 3 mortal kombat nba 2k12 need for speed need for speed the run pokemon protoype 2 rage rift skyrim star wars the darkness 2 the elder scrolls wii fit wrc 2 zelda zelda skyward sword
3D tag cloud di Roy Tanck richiede Flash Player 9 o più recente.
Slideshow

