Myst (PSP)

Il fascino del gioco d’avventura su portatile
Stefano “McValdemar” Canali
Un’avventura del passato, riproposta nel presente

Il mercato giapponese ha sempre offerto, tanto per le console da casa che per le console portatili, una tipologia di produzioni più ampia di quella proposta per il mercato europeo, comprendendo sopratutto il bistrattato genere delle avventure.
Fortunatamente, nel caso di Myst per PSP, anche noi giocatori europei abbiamo la possibilità, come avvenne con l’edizione per Playstation, di godere di questo storico classico di tredici anni fa.
Basandosi sull’edizione del 1993, questa versione del gioco si presente sul 16:9 del potente portatile Sony con tutti i pro e contro che il gioco originale aveva, aggiungendo a questi il peso degli anni passati.
Questo commento di sintesi avrà già reso chiarissimo su cosa aspettarsi per coloro che hanno giocato al classico dei Cyan Worlds, ma addentriamoci tra le nebbie per coloro che non lo conoscono.

Il fascino di un classico che rivive

Myst è un’avventura in prima persona di stampo classico che si rifà totalmente ai canoni del “punta e clicca”.
Vi trovate difatti su una misteriosa isola presentata mediante schermate in 3D prerenderizzate che presentano alcuni punti dove è possibile interagire.
Spostando il cursore su una strada, se previsto dal gioco, cliccando, ci sposteremo in una nuova locazione.
Cliccando sopra un congegno proveremo ad azionarlo, su di un libro a leggerlo, e così via.
Scopo del gioco sarà risolvere i vari enigmi che incontreremo sull’isola entrando sempre più nel vivo della storia dello scrittore-scienziato Atrus.
Tenendo conto del potenziale di PSP e del peso di tutti questi anni passati, com’è possibile trovare ancora interesse oggi in Myst ?
Semplice: cosa fece spiccare Myst al di sopra delle centinaia di avventure “punta e clicca” disponibili sul mercato PC sin dai tempi di 7th Guest ? L’enorme cura artistica.
All’epoca questa cura artistica era ovviamente supportata da una realizzazione tecnica di egual valore ma oggi, nonostante anche su PSP si potesse fare enormemente di più di qualche bitmap sgranata, Myst riesce comunque a conservare buona parte della sua magia.
La storia, l’eplorazione di questo mondo affascinante, questi enigmatici macchinari, la splendida musica d’atmosfera (le cuffie sono d’obbligo con Myst) riusciranno, miscelati assieme, a sopperire alla cosmesi antiquata, riuscendo a trascinarvi ancora una volta tra le nebbie più famose del mondo dei videogiochi (assieme a quelle di Silent Hill ovvio!).

Un genere unico, ma mal riproposto

In conclusione quindi, se da un lato dobbiamo un pò tirare le orecchie agli sviluppatori che non si sono curati di apportare neanche la più banale delle migliorie sia nella grafica (aggiungendo dettagli), sia nella meccanica (magari almeno un puntatore intelligente che suggerisse meglio il tipo di interazione), dall’altro non possiamo non lodare la volontà di proporre un titolo appartenente ad un genere unico, nonchè un pezzo di storia che ha affascinato milioni di giocatori.
Sicuramente non è un fascino che funzionerà su tutti, ma tra un’arcade ed un gioco di corse, è un piacere scoprire “nuovi” ritmi di gioco anche per una console portatile.

  • E’ un pezzo di storia
  • E’ un pezzo di storia di 13 anni fa riproposto identico