Halo 3 (Xbox 360)

“Gli uomini chiedono dove devono andare Comandante”… “In guerra” (Dialogo lvl 2)
a cura di
Giovanni Marco “gad0505″ Napodano
Stefano “McValdemar” Canali
Background di Halo

Dire che Halo 3 è stato uno dei titoli più attesi in ambito videoludico è dire cosa nota. L’attesa era in parte incentrata sul fatto che questo terzo capitolo fosse l’ultimo della saga, in parte perché in molti erano rimasti perplessi per quella che era la modalità single player del precedente capitolo, che indubbiamente non aveva soddisfatto tutti, ritengo, a ragion veduta, sia dal punto di vista della storia che dell’approccio dato al gioco (con l’utilizzo anche dell’Arbiter come personaggio giocabile) ed anche, infine, del gameplay in generale.
Sul discorso online il problema non si è mai posto, Halo 2 è stato uno dei titoli più giocati in Live! fino all’arrivo del suo successore, ma per quanto riguarda il single player Bungie doveva dimostrate ancora qualcosa.

Il primo capitolo, Halo: Combact Evolved, è stato il titolo che ha veramente sfondato sul mercato console nel genere FPS, settando nuovi parametri a mio avviso non tanto su quello che era il discorso grafico (l’Xbox era ed è rimasta fino alla fine la console della scorsa generazione con hardware più prestazionale), quanto a livello di gameplay, di approccio a questo genere di gioco, non facendo rimpiangere, grazie anche alla sapiente implementazione di un joypad ottimamente costruito, un FPS giocato con un PC.
Halo 2, il secondo capitolo, aveva per la sua parte in singolo fatto storcere il naso a molti. Doppio personaggio giocabile, con l’utilizzo di Master Chief e dell’Arbiter… ma l’Arbiter non era l’acerrimo nemico ? Una storia non molto lineare e povera, un titolo che obiettivamente risultava troncato, mancante di qualcosa, addirittura raffazzonato. Come dicevo, fortunatamente la parte online era spettacolare, ma è ovvio che un gioco ed Halo soprattutto, doveva essere meglio lavorato in riferimento alla parte in singolo.

Ma il giorno del ritorno del Re è finalmente giunto e permettetemi di dire in tutti i sensi.

Il Re è tornato

Qui faccio subito una premessa: come detto le aspettative erano tante, ma anche diversificate tra loro. Punto di contatto tra le varie aspettative era il fatto che il titolo assomigliasse al primo capitolo e non al secondo e che fosse una degna conclusione della saga. Evidenziato questo punto di contatto, le differenziazioni erano:

  • il gioco deve avere una grafica fuori parametro
  • il gioco deve essere epico e con un gameplay stratosferico

Direi che hanno vinto quelli che avevano indicato la seconda opzione.
Subito, una volta visionato il trailer nel 2006, le mascelle erano cadute, graficamente risultava spettacolare. Una volta uscite le prime immagini, si era capito che lo stile del gioco avrebbe ricalcato quello dei capitoli precedenti, quindi nessuna rivoluzione grafica, nessuna grafica fotorealistica, stile Gears of War per intenderci.
Ma, una volta che riuscirete a digerire questo, vi ritroverete davanti ad un gioco assolutamente spettacolare.
Mappe vaste, con un profondità di visuale spettacolare, scontri incredibili, tutti i mezzi presenti su schermo utilizzabili, compresi quelli volanti ed anche quelli terrestri, decine di personaggi che si muovono su schermo e combattono, esplosioni.
Si richiedeva l’epicità, hanno creato una guerra epica.
Sotto questi punti di vista, il titolo risulta a mio avviso davvero fuori parametro. E’ una goduria poter ammirare dall’alto un campo di battaglia tra i più vasti mai visionati, vedere come si muovono i nemici, i propri soldati, le evoluzioni dei Banshee, le acrobazie dei soldati sui Warthog o sulle nuove moto a due posti, Mongoose.

Si resta a bocca aperta quando, tra traccianti e laser, esplosioni che rimbombano nell’impianto audio Dolby Digital 5.1 e col subwoofer che fa tremare il pavimento, vedi comparire oltre la montagna alle tue spalle un enorme Scarab, completamente rivisto rispetto a quello presente nel secondo capitolo, alto quanto un palazzo di venti piani; tu hai in mano solo il mitragliatore o poco altro, la sensazione di impotenza che si impadronisce di te in breve tempo.
Questa è solo una piccola parte di quel che offre Halo 3, utile però a comprendere che titolo i Bungie ci hanno dato modo di giocare e vivere.
La storia è strana, lo dico subito, giusto perché non rimaniate spiazzati. E’ varia, articolata, difficile in alcuni punti da comprendere. Non risulta complessa e ben fatta ma comunque lineare come quella di Bioshock, qui si fatica a stargli dietro, proprio per come è stata impostata. Cammini in un livello, conscio che a pochi metri dovrai affrontare un inferno di nemici e tutto a schermo cambia, si oscura, si modifica e dalle casse dell’audio esce una Voce a raccontarti qualcosa o ad inveirti contro o a minacciarti.
Ci sono varie sorprese anche, utili a rivitalizzare la storia stessa in momenti nei quali palesemente questa si sta appiattendo.

Alla fine quel che mi è restato è comunque soddisfazione per la storia e per come si è conclusa questa saga, credo sia quello l’importante.
C’è una considerazione da fare a mio avviso su come si presentano i vari livelli (9 in tutto) che compongono Halo 3. Sembra quasi di trovarsi di fronte a due modi distinti di impostare il gioco: il primo e secondo livello ed in parte anche il terzo, fanno storia a sé. Dalla fine del terzo in avanti, fino allo spettacolare ultimo stage del nono livello, il gioco cambia totalmente, ne cambia l’impostazione e ne cambiano le mappe per vastità ed epicità.
Sembra quasi che o i primi due livelli fossero un rimasuglio del secondo capitolo oppure che i Bungie abbiano iniziato il tutto sottotono, per poi scatenarsi e consegnando ai fan della saga un gioco stellare.
Attenzione che quando esalto il gioco, lo esalto per le cose indicate prima, gameplay, mappe, scontri epici; ho volutamente escluso il comparto grafico del quale parlerò in altro paragrafo, come sempre.

“Dimentichiamoci il passato…” (Grunt sotto attacco)

Alcune considerazioni sull’IA vanno fatte. Escludendo il livello Facile, già dal livello Normale ma ancora di più in quello Eroico, l’IA diventa uno dei punti di forza.
In riferimento a quella dei compagni, la definirei varia, nel senso che in alcuni punti risulta più che soddisfacente ed i compagni danno un aiuto fattivo contro i nemici, mentre in altri punti l’IA dei compagni risulta deficitaria e questi non si muovono, non prendono iniziativa, non si riparano adeguatamente. Al contrario, l’IA dei nemici risulta essere di tutto rispetto.
Al di là dei piccoli Grunt che non sono mai stati un mostro di tattica ed intelligenza, state attenti che dal livello Eroico anche loro sanno fare molto male e poi risultano divertentissimi con delle frasi che non possono non strappare il sorriso, gli altri nemici risultano essere tatticissimi e molto intelligenti, oltrechè letali già a livello Normale.
Né guadagna la componente epica, la battaglia, lo scontro puro… costringendo il giocatore ad evitare accuratamente uscite allo scoperto anticipate ed alla necessità di adottare una vera e propria tattica e molta pazienza in determinate situazioni.
Ad incrementare ulteriormente l’esperienza in singolo o in cooperativo per la Campagna, gli sviluppatori hanno posizionato nei vari livelli, almeno uno per livello, dei Teschi (guida ai teschi), fuori dalle normali rotte seguite nel gioco e molto spesso posizionati in luoghi difficilmente raggiungibili. Una volta individuato e raggiunto il teschio, si sbloccherà un obiettivo del gioco e sarà possibile poi rigiocare la Campagna con delle aggiunte. Un esempio è il teschio che una volta raccolto permette di rigiocare con i nemici che diventeranno dei veri e propri maestri nel lanciare le granate.
Inoltre vi è la possibilità di giocare la parte Campagna, sia single player che cooperativa, attivando i punteggi (Tutti contro Tutti, Squadra). Quest’ultimo funziona innanzitutto a moltiplicatori, partendo da 3x, e si incrementa in base alle uccisioni effettuate , ai colpi sparati ed al numero dei teschi utilizzati. Di contro si decrementa in base a quante volte uno o tutti i partecipanti (nel caso di coop) vengono uccisi. Ritornare al punto di salvataggio precedente comporta ogni volta una perdita di punti. Ottenendo un punteggio superiore ai 15.000 punti, si ha la possibilità di sbloccare l’Achievement relativo.
Piccole cose, molto intriganti, ma che soprattutto aumentano e diversificano ancora di più la già ottima giocabilità del titolo.

Halo 3 non è lunghissimo, è bene dirlo, ma lo identifico con l’aggettivo “intenso”. La Campagna in singolo a livello Normale l’ho finita in 9-10 ore, quella in Eroico sempre in singolo in circa 5 ore in più, mentre ci sto mettendo una vita in cooperativo in due, anche due-tre ore per singolo livello. Ma se ci si basa sul gioco fatto a Normale, per un giocatore non esperto di FPS, effettivamente può risultare un pò breve.
Come vi ho detto poc’anzi però, già a livello Eroico il discorso cambia notevolmente, quindi non mi sento di essere troppo critico su questo aspetto.
Quel che è certo che anche quelle prime 10 ore per finirlo sono state assolutamente soddisfacenti, ritengo che questo sia estremamente importante.

Vivere il gioco in modo differente, coop e online

Solitamente nelle nostre recensioni quello che riguarda questa parte è sempre ricompresa nel paragrafo generale sul gioco. Per il Re ritengo opportuno affrontare il discorso gioco in cooperativo ed online in un paragrafo differente.

Partiamo dal co-op.

Giocare in cooperativo questo titolo è sempre stato, anche per i capitoli precedenti, un altro modo di vivere il titolo. Quest’anno i Bungie hanno introdotto un’implementazione che ha lasciato meravigliati alle prime notizie uscite, ed entusiasmato all’atto pratico, gioco alla mano.
In questo nuovo capitolo è infatti possibile giocare in cooperativo online fino a quattro giocatori. Da casa propria, a schermo intero, è così possibile vivere pienamente ed al meglio il gioco e, in pratica, giocare un titolo praticamente nuovo.
Sappiatelo: non mettetevi nemmeno a giocare a livello sotto l’Eroico in cooperativo, non provereste alcun gusto nel farlo. Che siate in due o più, a livello sotto l’Eroico il gioco è troppo facile, per alcuni di voi anche in due risulterà facile pure l’Eroico. Per viverlo al meglio ed esaltare quelle che sono le caratteristiche del gioco, il livello Leggendario è la scelta perfetta.
Con questo grado di difficoltà l’IA dei nemici aumenta esponenzialmente rispetto ai livelli più bassi di difficoltà, vi daranno davvero del filo da torcere, sapranno circondarvi, i cecchini saranno letali e non sbaglieranno un colpo “One Shot, One Kill”, letteralmente.
A voi improntare una tattica efficace, senza di quella non potrete in alcun modo sperare di avanzare nel gioco. Di contro, la vostra soddisfazione e di chi giocherà con voi sarà massima. Pur in quest’aumento dell’IA dei nemici, ho purtroppo notato che invece l’IA dei militari che sono nel gioco per darvi una mano non aumenta, o comunque si attesta su livelli nettamente inferiori rispetto a quella dei nemici. Chiaro l’intento di costringere voi a fare il lavoro sporco, ma un’IA un po’ più accentuata anche per le truppe non avrebbe fatto difetto.

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