Tom Clancy’s Ghost Recon: Advanced Warfighter
“Primi ad arrivare, ultimi ad andarsene!”
Era il marzo del 2003 ricordate? In quella data è arrivato il primo GR sulla console Microsoft.
Quanto ci ho giocato a quell’episodio? Beh, direi almeno un anno buono. I ricordi di quel Ghost Recon sono ancora ben presenti, per lo più felici, legati soprattutto alla nascita del clan del quale faccio parte, i NOX. Partite su partite, praticamente tutti i giorni della settimana escluso il sabato, una full immersion di quelle non indifferenti.
Saturazione da gioco ? Nemmeno l’ombra, la sera staccavi ed il giorno dopo al lavoro non vedevi l’ora di tornare a casa a giocare con gli amici del Clan.
Mappe a memoria, ogni singolo anfratto conosciuto in modo da trovare riparo, punti di respawn della squadra avversaria ad inizio gioco anche quelli a memoria (badate bene, ho scritto inizio gioco, io ed il mio Clan siamo convinti sostenitori del “Sei morto? Aspetti la prossima partita”. Una sola vita quindi, niente rinascite), tattica ai massimi livelli con un capoformazione (il mitico Sirtor sul Live) deputato ad occuparsi di scovare i nemici sulla mappa ed indirizzare gli uomini nei posti giusti.
Non era il massimo graficamente il primo Ghost Recon per Xbox, ricorderete anche la comunicazione vocale era un bel problema, come problemi davano le connessioni, ma per quel gioco si passava sopra a tutto. Ghost Recon 1 era immersione totale, giocato assolutamente in prima persona, l’unica disponibile, sonoro a livello giusto da comprendere quando qualcuno si avvicinava alle spalle o dai lati.
Questo era il primo GR; dopo di quello, altri 2 episodi. Personalmente non mi hanno soddisfatto quanto il primo, soprattutto per una qualità visiva inferiore, con visuale meno nitida e profondità di campo ridotta rispetto al primo episodio.
Su questo nuovo Ghost Recon quindi riponevo molte speranze, speranze che a quanto pare non sono state rese vane.
Prendo in prestito quello che un caro amico giornalista mi ha detto tempo fa, dopo che aveva avuto modo di visionare il gioco in versione pressoché definitiva: “gad, è guerra totale!” per spiegarmi cosa fosse questo nuovo Ghost Recon.
Siamo a Città del Messico, la megalopoli centro americana, divenuta campo di battaglia in seguito all’invasione dei ribelli che hanno messo a ferro e fuoco la città.
L’America, che non può permettere una simile situazione, invia sul posto la squadra dei Ghost, soldati superaddestrati e superaccessoriati, l’elite dell’esercito americano, quelli delle missioni difficili.
La città è rifatta in maniera incredibile grazie all’ausilio del satellite, con spazi chiusi tra i palazzi e spazi aperti dati da cortili o piazze, ponti, superstrade, parcheggi esterni e ambientazioni di periferia dove si trovano le baraccopoli; una buona varietà di ambienti quindi, pur svolgendosi l’azione per quanto riguarda la parte offline del gioco tutta in città.
Partiamo proprio dall’inizio, appena inserito il DVD nel lettore, perché voglio che capiate bene cosa vi troverete di fronte comprando questo titolo.
Schermate di presentazione di Ubisoft, poi quella del Team di sviluppo e poi subito nel menù iniziale; niente scena di presentazione del gioco, né prima e nemmeno dopo, scelta giusta secondo il mio parere. Il menù ricalca quello dei precedenti episodi, con grafica essenziale e semplicità nella scelta e nell’utilizzo.
Una rapida occhiata alle Opzioni, per verificare che tutte le impostazioni siano corrette, soprattutto che la visuale sia settata sulla prima persona e poi seleziono Campagna, con la scelta del nome della stessa da salvare e la difficoltà, Normale o Difficile. La descrizione accanto alle due scelte è chiara: per Normale si intende realistica cioè massima attenzione negli scontri a fuoco, per Difficile si intende iper realistica, con i nemici che ti abbattono con un solo colpo in un amen e solitamente con un colpo alla testa. Ma non fatevi impaurire, selezionate tranquillamente Normale se temete che il gioco risulti troppo ostico, la difficoltà non toglierà nulla del divertimento ma anzi aumenterà l’immersione nel gioco, cosa assolutamente non da poco.
Una volta dato l’invio, con un caricamento decisamente veloce, mi ritrovo in uno dei borghi di Città del Messico; ha inizio così la prima fase del gioco, quella importante dell’addestramento. Non fatevi prendere dall’entusiasmo e dalla fretta di entrare direttamente in scontri a fuoco, giocate con calma questa parte ed imparate bene tutto quello che vi verrà insegnato.
E se proprio vorrete farvi prendere dall’entusiasmo per qualcosa, fatelo per quanto vedrete su schermo da questo momento in avanti, fidatevi!
Durante l’addestramento vi accorgerete del perché prima ho definito i soldati superaccessoriati; avrete a disposizione le migliori tecnologie, con una buona varietà di armi, granate, visori, riquadro con l’immagine in diretta di quello che stanno vedendo le vostre unità di supporto o i compagni della vostra squadra, icone su schermo date dal visore per indicarvi punti da raggiungere, obbiettivi da conquistare, compagni, nemici. Vi accorgerete che la parte riguardante le unità di supporto ed i vostri compagni di squadra sarà molto importante nell’economia del gioco; la componente strategica in questo nuovo capitolo è davvero di alto livello, con una gestione che, per chi l’ha giocato, ricorderà immediatamente Full Spectrum Warrior.
Imparate tutto per bene e finita la missione d’addestramento vi ritroverete da soli in quella che sarà la prima vera missione di Ghost Recon: Advanced Warfighter.
Niente paura, più che altro saranno piccoli passi, con pochi nemici, consideratelo un trasferimento fino alla vostra squadra che vi raggiungerà più avanti nella missione.
Una volta ricongiunti con gli altri 3 Ghost, imparerete l’utilizzo di un nuovo dispositivo, il Drone. Questo aggeggio volante è dotato di telecamera e, correttamente utilizzato, vi permetterà di scovare unità amiche e nemiche presenti nella mappa.
Una nota negativa dato che si sta parlando dei compagni Ghost: l’IA degli stessi compagni. Avete, come già detto, la possibilità di gestione completa della vostra squadra, dal farli avanzare alla copertura, dalla ricognizione all’attacco. Purtroppo, nel momento degli scontri a fuoco, molto spesso pare quasi che i vostri compagni vadano in fibrillazione totale, quasi nel panico; li vedrete disattendere gli ordini che gli avete magari appena dato di restare coperti da una casa od un muro, uscire e mettersi a sparare per far fuori i nemici, anche se magari è un cecchino bello distante ed impossibile da colpire da in piedi ed in mezzo al tiro incrociato. Oppure, sempre ad inizio scontro a fuoco, con i vostri compagni che passeranno assurdamente davanti a voi proprio nel momento in cui starete sparando al nemico, colpendoli. E poi, in maniera piuttosto divertente, si lamenteranno pure che gli avete sparato.
Anche l’IA dei nemici non è che sia proprio il massimo comunque, ma magari da questo punto di vista ci si potrebbe chiudere anche un occhio, anche se ci si aspetterebbe un qualcosa di più, ma davvero quella dei compagni a volte lascia proprio di stucco. Un peccato.
La gestione dei mezzi di supporto,dal Drone all’elicottero da combattimento Apache, è davvero ottima a mio avviso e porta al gioco una componente strategica di prim’ordine. Imparare ad utilizzare bene queste unità regala alla vostra esperienza di gioco un plusvalore non indifferente, oltre a consentirvi di uscire da situazioni intricate.
Mi raccomando ancora: imparate bene l’utilizzo dei dispositivi in vostro possesso durante le mission,i perché davvero saranno vitali per voi ed i vostri compagni.
Qualche altro consiglio “superfluo”, valido sia per la parte offline che online del gioco, che riguarda la gestione del vostro personaggio e dell’equipaggiamento a vostra disposizione.
Cercate di avere piena padronanza del pad e di quello che tutti i tasti, retrotasti, grilletti, stick analogici e digitali presenti vi permetteranno di fare; avete capito bene, tutto quello che è presente sul controller sarà utilizzabile ed utile durante il gioco.
Dovete perdonarmi. Avrete letto forse la preview del gioco che avevo scritto, avrete ora letto la parte iniziale di questa recensione e quindi vi sarete accorti di quanto io aspettassi questo gioco per la parte online, quella da giocare in Xbox Live.
Una considerazione però, prima di addentrarmi nel campo di battaglia degli scontri multiplayer: il gioco offline ritengo sia il migliore tra quelli visti finora negli episodi di Ghost Recon su console, nonostante alcuni difetti palesi quale l’IA come prima descritto e pur nella convinzione che il tipo di gioco sia comunque variato proprio nella sua impostazione, molto più da squadra d’assalto che da squadra Ghost. Questo aspetto è forse quello che lascia un po’ di più l’amaro in bocca per quel che riguarda la Campagna in offline; come spesso ci sta accadendo di vedere, si stanno un po’ sacrificando a favore delle esigenze di molti giocatori quelle che sono le peculiarità di un gioco, peculiarità che hanno reso famoso ed apprezzato il gioco stesso.
Tutti gli aspetti presenti mi portano comunque a ritenere che per l’impostazione data sia un buon titolo: la storia, il gameplay, la quantità di funzioni, la quantità di movimenti, la gestione migliore degli stessi, la quantità di armi, la precisione delle armi, il sonoro (ne parlerò più avanti n.d.r.). Davvero tutto è immersione totale e come diceva quel mio amico “E’ guerra totale”.
Quindi i miei personali complimenti alla Ubisoft ed al team di sviluppo per l’ottimo lavoro svolto su questo nuovo capitolo della serie, sempre tenendo conto dell’impostazione data.
Ma veniamo alla parte multiplayer.
Che dire, Qualcuno non sarà forse d’accordo con me, ma sistemati i settagli nel modo giusto, nella modalità multiplayer ho ritrovato il primo Ghost Recon per console, quello che mi aveva “drogato” di Live.
Le differenze evidenti tra la versione offline ed online le troviamo nella grafica ed in mappe esterne nella percentuale maggiore, a differenza della parte offline dove sono prettamente cittadine.
Ma come dicevo, una volta sistemati i settaggi nel modo giusto, con 1 vita, niente esplosivi se non bombe a mano, questo capitolo supera a mio avviso il primo.
Ed è qui che va il maggior ringraziamento al team di sviluppo.
Cominciamo col sonoro; beh, una cosa apocalittica! Grazie al sonoro, l’immersione diventa davvero fantastica, con una limpidezza di suoni davvero ottima, un buon doppiaggio, una buona differenziazione sonora delle armi utlizzate. Il sistema 5.1 da la giusta dimensione e direzione dei suoni, permettendo di distinguere correttamente la direzione dei colpi, l’approssimarsi del nemico anche se si muove circospetto nell’erba, meglio ancora se corre seppur rannicchiato sull’asfalto di una strada. E giocato in prima persona tutto questo rende al massimo l’esperienza di gioco.
Graficamente parlando, abbiamo 2 distinzioni nette tra l’offline e l’online.
Per non pesare probabilmente troppo sulle connessioni, la parte online dal punto di vista grafico diviene più scarna.
Analizzando invece le singole parti, il gioco come dicevo da il meglio di sé in offline dal punto di vista grafico, soprattutto se si ha la possibilità di giocarlo in HD. E’ questo probabilmente il periodo dove abbiamo incontrato i primi veri giochi graficamente nextgen (siamo nel marzo 2006 n.d.r.), pur se il gioco stesso non è esente da difetti grafici.
Purtroppo ho incontrato ancora punti nei quali risaltano problemi, in particolare texture più spoglie, alcuni punti nel quale è presente un po’ di flickering, il solito annoso problema di pareti splendide a vedersi da lontano, e magari ti ci appoggi e ruotando la visuale spariscono e ricompaiono come per incanto.
Non è un problema persistente, accade in alcuni punti, ma è indubbiamente fastidioso e vorremmo che questo tipo di problemi venissero superati da un buon lavoro di rifinitura da parte del team di sviluppo.
Una cosa comunque che è sicuramente migliorata dai 2 precedenti capitoli della serie (GR Island Thunder e GR2) è la qualità visiva, la nitidezza dell’immagine e la profondità visiva.
Queste, soprattutto in un gioco di questo tipo, sono basilari e ritengo che questo nuovo capitolo sia ottimo da questi punti di vista, portando un miglioramento dell’esperienza di gioco davvero non indifferente.
Una considerazione a parte merita la gestione delle luci nel gioco, davvero ottima. Il cambiamento della luce dovuto al passaggio di nuvole davanti al sole in mappe diurne è uno spettacolo e ti costringe a cambiare impostazione mentre stai giocando. Riprova ne è la mappa “Villaggio dei Pescatori” tanto per fare un esempio, con la presenza del sole che costringe a procedere con più cautela mentre il sole non è presente se il respawn è da un lato e ti muovi lungo la costa, mentre con il passaggio della nuvola, essendo il sole alle spalle, ti consente di muoverti più liberamente dato che il nemico che viene dal lato opposto della stessa costa avrà più difficoltà nell’individuarti dato il riflesso del sole stesso.
Oppure in altri tipi di mappe, con la differenza sole/sole coperto, che cambia totalmente la luce diminuendo la profondità visiva.
Una cosa del genere ricordo era presente anche nell’episodio Island Thunder, dove al contrario non c’era, come dicevo prima, questa nitidezza di immagine e questa qualità grafica, portando quindi ad una difficoltà a distinguere correttamente.
Lo dico molto francamente: credo sia il primo Ghost Recon che mi sta dando soddisfazioni sia giocando la Campagna offline che la parte online in Xbox Live.
Nei precedenti episodi non era stato così, probabilmente solo il primo mi aveva attirato per entrambe le cose, seppur la parte offline era stata da me giocata più per sbloccare armi e personaggi da impiegare poi nel multiplayer, che per una reale soddisfazione personale.
In questo capitolo invece, tralasciando il discorso già fatto sull’impostazione data al gioco più da squadra d’assalto che da squadra Ghost, tutto mi sta dando soddisfazione. Sarà la qualità delle mappe, della grafica, l’ottima qualità visiva (quando ho provato il gioco la prima volta ho esclamato “Finalmente ci vedo!!”), la varietà delle mappe, la componente strategica con la gestione di uomini e mezzi. E che dire dei pezzi in elicottero durante i trasferimenti o la missione sempre in elicottero dove dovremo utilizzare la mitragliatrice di bordo per “ripulire” la zona da forze nemiche per consentire al mezzo di atterrare e portarci in posizione.
Un solo consiglio quindi se amate questo genere di giochi: non lasciatevelo scappare, prendete questo nuovo episodio, Tom Clancy’s Ghost Recon: Advanced Warfighter, perché avrete in mano un titolo nextgen, senza alcun dubbio.

- Ottima immersione
- Buona gestione di uomini e mezzi a disposizione
- Ottimii effetti sonori
- Qualità grafica nel complesso più che buona
- Il gioco mira al realismo spettacolare
- IA dei compagni di squadra decisamente da rivedere
- Alcuni punti un po’ troppo irreali
- Impostazione del gioco più da squadra d’assalto che da Squadra dei Ghost
- Se avete la gente giusta con cui giocarci come andrebbe giocato
Collegati
Facebook
Immagini
Articoli recenti
- Men In Black Alien Crisis
- The Amazing Spider-Man
- Disponibile Max Payne 3
- Gotham City Impostors, nuova mappa disponibile gratuitamente
- MotoHeroz disponibile gratuitamente su App Store
- Borderlands 2 Edizioni Speciali
- Live Activity settimana 7 maggio
- Halo 4: Halo Infinity Multiplayer
- Disponibile SBK Generations
- Skylancer: Treasure Island sui sistemi iOS
Tag Cloud 3D
alan wake batman batman arkham city battlefield 3 battlefield 4 bioshock bioshock infinite dance central 2 dungeons dragons elsword end of nations fallout new vegas fifa street final fantasy final fantasy 13 forza motorsport 4 gears of war 3 gotham city impostors grand fantasia grand slam tennis 2 grand theft auto 5 gran turismo halo il signore degli anelli kinect sports 2 kinect star wars live activity mass effect 3 max payne 3 mortal kombat nba 2k12 need for speed need for speed the run pokemon protoype 2 rage rift skyrim star wars the darkness 2 the elder scrolls wii fit wrc 2 zelda zelda skyward sword
3D tag cloud di Roy Tanck richiede Flash Player 9 o più recente.
Slideshow

