F.E.A.R 2: Project Origin

a cura di Stefano “McValdemar” Canali
Introduzione

Sono anni che il panorama degli FPS è affollatissimo di proposte da parte di tantissimi developers e per questo motivo solo raramente avviene che un titolo riesca a farsi notare in mezzo a tanta offerta.
Nel 2005 i Monolith ci riuscirono con un FPS dove storia, atmosfera ed IA degli avversari si facevano notare in mezzo a tanta concorrenza, ed è così che F.E.A.R divenne conosciuto (ed apprezzato) dal grande pubblico.
Chiaramente con l’avvento di Xbox 360 e Playstation 3, il titolo ha visto anche un suo porting su console ma, se da un lato il cuore del gioco è rimasto assolutamente integro, una mediocre realizzazione tecnica gli ha preculuso di lasciare il segno tra i tanti rivali nel genere.
Oggi i Monolith ci offrono questo F.E.A.R 2 e, questa volta, sembra abbiano preso più seriamente l’impegno con noi utenti di console.

Il rancore di una bambina

Se c’è una cosa in cui il titolo è chiaro è il fatto che sia a tutti gli effetti un seguito del primo episodio e, già con questo, volendo potremmo sintetizzare gran parte dei pro e dei contro di questo gioco.
La storia prosegue esattamente dal finale del primo episodio, impersonando il Sgt. Becket della squara Delta, inviato in una piccola cittadina americana divenuta ormai zona di guerra.
L’ombra che comunque pervade l’intera vicenda è quella di Alma, una piccola bambina al centro degli esperimenti condotti dalla Armacham Technology Corporation, industria costituita per eseguire esperimenti di clonazione di soldati.
Il primo episodio terminò con un’esplosione ed in questo capitolo partiremo proprio dal risveglio dopo quell’evento, risveglio che avverrà in un ospedale deserto e costellato da traccie di sangue.
Qualcosa è andato decisamente storto…

Formula vincente non si cambia

Se avete giocato il primo episodio, sapete esattamente cosa attendere da questo nuovo capitolo.
Il gioco ha una struttura di FPS “vecchio stile”, decisamente lineare, dove il filo conduttore degli eventi sono le visioni/apaprizioni di Alma che, va riconosciuto, sono spesso d’effetto nel mantenere quel pizzico di tensione in più rispetto a tanti altri titoli.
Va comunque detto che la ricerca del passato di Alma, condotta nel primo episodio, risultava non solo più “nuova” ma anche più stimolante del cercare di capire perchè adesso Alma segua Becket ma, almeno rispetto alla media del mercato del genere, non ci si può lamentare dal punto di vista della storia.
Ma come si lascia giocare ?
Chiariamolo subito: molto bene.
Se abbiamo detto che le novità sono poche e la storia non certo rivoluzionaria, va detto che dal punto di vista del gameplay il gioco è molto, molto soddisfacente.
Abilità chiave del personaggio è la capacità di “rallentare il tempo” e quindi, trovandosi in una situazione caotica, si può rallentare il mondo attorno a se e seminare distruzione a destra e manca.
Questa abilità, unita alla soddisfacentissima IA dei nemici, ed il gran numero di componenti del fondale distruggibili, consente di godere appieno degli scontri, rendendo la progressione nel gioco sempre interessante.

Sono console next-gen

Fortunatamente, se le novità nel gioco non sono numerose, va comunque riconosciuto che il lavoro dal punto di vista tecnico è decisamente superiore a quanto visto nel primo episodio.
Purtroppo per F.E.A.R 2 uscire dopo Gears of War 2 ed in prossimità dell’ancor più splendido Killzone 2, ridimensiona molto l’impatto visivo del titolo.
Tecnicamente siamo sotto l’ultima fatica della Epic ma ciononostante le intense sequenze di scontro sottolineate dallo slo-mo restano di forte impatto visivo, ponendo F.E.A.R 2 non certo ai vertici, ma garantendo un soddisfacente spettacolo per gli occhi.
Sul fronte dell’audio c’è onestamente poco da segnalare.
Fa il suo dovere così come gli effetti sonori, ma non si fa certo notare.

Non solo storia

Come ogni FPS presente sul mercato, anche per FEAR 2 ci sono diverse modalità che accompagnano lo story mode in singolo.
Presenti diverse modalità multiplayer, sopratutto sul fronte del gioco di squadra come, ad esempio: Team Deathmatch, Capture-and-Hold, Capture the Flag, etc…
Rimane comunque che queste modalità non solo perdono molti dei punti di forza del titolo (che sono nello story mode) ma risultano anche fortemente carenti rispetto un “Team Fortress 2″ od un “Call of Duty”.
Insomma, ci sono ma a volte viene da chiedersi se sarebbe più intelligente lavorare unicamente su aspetti che avranno senso nel mercato perchè oggi, con signor FPS nell’ambito online, quello che offre F.E.A.R 2 è poco.

Quindi ?

F.E.A.R 2 in conclusione risulta essere essenzialmente un F.E.A.R ripulito e rifinito, perdendo così in termini di novità ma guadagnando, specie su console, una solidità maggiore.
La qualità del gameplay in singolo fa risaltare il gioco anche in un mercato con colossi come Call of Duty, Gears of War, Halo, Killzone o Resistance, e se questo è l’aspetto che più vi interessa, in F.E.A.R 2 trovate un prodotto molto buono, non ottimo, ma assolutamente solido.
Sul fronte dell’online il titolo qualcosa offre, ma ha senso dedicarsi all’online su un titolo con offerta contenuta e possibile bacino di giocatori fortemente ridotto rispetto a titoli più pensati per il multiplayer ?

  • abilità SloMo
  • giocabilità
  • componente online all’osso
  • poche novità