Eternal Sonata (Xbox 360)

“La musica, dunque, non è affatto, come le altre arti, l’immagine delle idee, ma è invece immagine della volontà stessa […]: perciò l’effetto della musica è tanto più potente e penetrante di quello delle altre arti: perché queste esprimono solo l’ombra, mentre essa esprime l’essenza.” (A. Schopenhauer)
a cura di “Hyperion”

È difficile recensire un videogioco come Eternal Sonata secondo gli schemi canonici del buon recensore videoludico. Non perché il gioco stesso, la sua parte ludica, sia fuori dagli schemi classici del JRPG, anzi questa ultima fatica dei Tri-Crescendo (già autori di altre serie come Star Ocean e Valkyrie Profile) non si discosta granché dagli stilemi del genere; ma perché la profondità dei temi, la bellezza pittorica degli scorci, e la sublime musica di Chopin sono la vera essenza di questo prodotto.
Mi vorranno scusare i lettori se la prima parte di questa recensione risulta atipica e diversa dal resto, ma vorrei suggerirvi una particolare chiave di lettura per questo gioco, che merita la stessa attenzione che si deve ad un buon romanzo.

La musica dell’anima

L’arte del divenire è la musica, dell’eterno fluire della vita e delle passioni, le note sono le parole della sua poesia. La musica di Chopin, il poeta del pianoforte, lo accompagna nel suo viaggio oltre la vita e la morte, nel regno del sogno che è la realtà e della realtà che è sogno. L’artista è un viandante tra gli uomini e il sacerdote dell’Infinito, inviso ai loro occhi eppur così prezioso, non ha altre leggi che quelle dell’arte, le leggi del cuore. Così vaga di gente in gente in un viaggio che consuma il viaggiatore, fino all’essenza delle cose. L’artista intuisce il Mistero della creazione e lo riproduce, così come gli altri uomini distruggono il loro mondo, egli ne crea altri.
Splendido è il mondo che l’autore di quest’opera fa creare a Chopin, nei suoi colori e nella sua atmosfera delicata; come un sapiente pittore impressionista cattura la luce e l’ombra che sono l’architettura della realtà. Se tutto fosse destinato a ripetersi per l’eternità e sempre allo stesso modo, ogni cosa, ogni azione perderebbe di senso o ne acquisterebbe uno nuovo, terribile, alla luce di un fato ineluttabile? Chi saprà distinguere il negativo e il positivo se non l’artista che pone il significato alle cose, che sceglie se i fiori che sbocciano solo la notte con la loro luce bianchissima sono messaggeri di morte o le luci del paradiso, il fiore azzurro che splende nel buoi della caverna? La vita dell’uomo è il sogno di un’ombra e come un’ombra egli attende la guida che lo conduce al di là dell’illusione.
Ma ci si ritrova in un mondo dove la forza benefica della magia è vista con sospetto, il mago è emarginato da una società ottusa, condannato a vivere la sua breve esistenza da solo; egli è consumato dalla suo stesso spirito eletto, non c’è per lui speranza tra gli uomini, distruttori del proprio mondo e delle loro anime, che preferiscono la velocità letale della tecnologia alle tranquille cure della natura.

Il viaggio e gli scontri

Tutto questo e altro troveremo lungo il viaggio in cui accompagneremo i nostri personaggi fin al termine del loro compito. Su di loro si può dire solo qualcosa di buono: sono un buon numero e tutti sono caratterizzati sapientemente sia nella trama che nei combattimenti.
Gli scontri con i nemici sono una piacevolissima parte del gameplay che merita un po’ di attenzione: essi combinano i classici turni degli RPG nipponici con l’azione in tempo reale e la possibilità di sfruttare il campo di battaglia. Nel turno di ognuno dei tre personaggi, che sceglieremo per il nostro party, abbiamo la possibilità di compiere diverse azioni e di muoverci liberamente sul campo di battaglia per avvicinarci o allontanarci dai nemici e per attaccarli da qualsiasi direzione; attenzione, però, c’è un tempo massimo a disposizione per ogni personaggio per eseguire le nostre scelte, al termine del quale il turno passerà al nemico o ad un altro personaggio sotto il nostro controllo. Fortunatamente viene segnalato il protagonista del turno successivo, in modo tale da permetterci di scegliere la tattica da adottare nel migliore dei modi.
Poco sopra abbiamo parlato vagamente delle azioni disponibili durante il combattimento, adesso vediamole in dettaglio:

- al tasto A corrisponde l’Attacco standard, basterà premerlo per attaccare il nemico a distanza ravvicinata o, con i personaggi che lo permettono, anche a lunga distanza. È possibile creare delle combo premendo ripetutamente il tasto d’attacco, in modo tale da infliggere più danni agli avversari

- con il tasto X è possibile usare gli oggetti. La particolarità di Eternal Sonata è che durante il combattimento non sarà disponibile tutto il nostro inventario, ma dobbiamo scegliere preventivamente quali oggetti portare in combattimento. In particolare, abbiamo un certo numero di slot e ogni oggetto occupa una quantità di slot variabile e proporzionale all’efficacia del suo effetto, quindi sta a noi decidere se portare in battaglia pochi oggetti di basso valore o molti oggetti potenti

- con il tasto Y abbiamo la possibilità di eseguire gli attacchi speciali. Ogni personaggio ha i propri e ne acquisisce di nuovi salendo di livello. Ovviamente gli attacchi speciali sono di gran lunga più potenti di quelli standard, ma impiegano più tempo per essere eseguiti, cosicché è possibile usarne, in genere, non più di uno a turno. Inoltre, ogni personaggio ha in dotazione due tipi di attacchi speciali: uno da poter usare quando si trova nelle zone illuminata, un altro da poter usare nelle zone d’ombra; ciò incoraggia un uso completo e tattico del campo di battaglia.

Oltre a ciò, quando verrà il turno degli avversari, non staremo a guardarli mentre ci colpiranno, ma saremo chiamati a difenderci. Questo avviene premendo il tasto B quando è richiesto da un messaggio sullo schermo, diminuendo notevolmente i danni. Avere un buon tempismo servirà a sopravvivere ai combattimenti, specialmente quelli contro i boss, donando alla funzione di difesa un ruolo fondamentale.
Sconfiggendo i nemici, come è consuetudine, guadagneremo dei punti esperienza che ci permetteranno di salire di livello, diventando più forti. Purtroppo non è possibile decidere quali attributi privilegiare al passaggio di livello, ma per ogni personaggio saranno potenziati maggiormente quegli attributi che rispecchiano le sue abilità peculiari.
Oltre ad acquisire esperienza per ogni singolo personaggio, nel corso del gioco, in punti predeterminati, aumenterà il livello del gruppo (massimo lv. 6), che cambierà costantemente volto ai combattimenti. Ad ogni passaggio di questo livello ci verranno attribuiti alcuni malus, come la riduzione del tempo d’azione a nostra disposizione , che verranno colmati da numerosi bonus, come la possibilità di effettuare dei contrattacchi in luogo della semplice difesa e la possibilità di accumulare gli Echo per aumentare la potenza dei colpi speciali. Gli Echo sono una caratteristica per massimizzare i danni che infliggeremo ai nemici: si acquistano eseguendo gli attacchi standard e sono cumulabili fino ad un massimo di trentadue; ogni volta che useremo un attacco speciale i nostri Echo spariranno, ma la potenza di questo attacco sarà direttamente proporzionale al numero di Echo in nostro possesso.
Purtroppo c’è da dire che l’IA dei nemici è davvero scarsa, i vari avversari si comporteranno sempre in modo uguale ai propri simili e le tipologie che incontreremo in ogni aree del gioco non sono affatto molte, anzi il numero si attesta su due o tre per area. Inoltre, gli scontri possono risultare abbastanza semplici per i veterani del genere; ciononostante, non sono mai noiosi o frustranti e possono, comunque, essere eviti, ché non sono casuali.
Le fasi di esplorazione avvengono in aree abbastanza ristrette e mai eccessivamente lunghe, la telecamera è fissa, ma ci dona delle ottime inquadrature e ci permette di ammirare tutta la bellezza e gli splendidi colori dell’ambiente circostante.

La musica è il vero protagonista

Il comparto grafico di Eternal Sonata è di tutto rispetto, anche dal punto di vista tecnico. Il numero di poligoni è sempre sufficiente, anche se a volte potrebbe essere superiore, le textures sono ottime e tutte in alta risoluzione, l’aliasing è pressoché assente, il framerate è stabile e il sistema di collisioni ottimo, con casi di compenetrazione durante i combattimenti rarissimi. La modellazione dei personaggi e le loro animazioni sono di ottimo livello, spesso crederemo di avere di fronte un film d’animazione d’autore, grazie ad un sapiente uso del Cell Shading.
Ma il vero protagonista è il sonoro, spesso messo in secondo piano nei videogiochi, ma che questa volta, come avrete già capito all’inizio della recensione, giunge a vette mai toccate prima. Il maestro Motoi Sakuraba ha composto una splendida colonna sonora originale, che si alterna perfettamente con le sublimi musiche di Chopin, eseguite dal grande pianista russo Stanislav Bunin, uno dei maggiori esecutori viventi di Chopin. Perdonatami se non spendo altre parole per descrivervi la colonna sonora, ma credo che la prima parte della recensione e il pianoforte di Bunin siano un giusto tributo all’opera di uno dei grandi Maestri della Musica.

Nota sul voto totale: Esso è stato assegnato tenendo conto del punto di vista di cui la recensione si fa voce, ossia considerando Eternal Sonata in termini di opera dell’ingegno umano e dei temi di grande spessore presenti, privilegiando questo aspetto a quello prettamente ludico.
Chiunque fosse interessato a privilegiare l’aspetto ludico in luogo dell’altro, può riconsiderare il voto togliendo un punto.

  • La musica di Chopin si accompagna ad una profondità tematica straordinaria
  • Paesaggi bellissimi e di grande atmosfera
  • Sistema di combattimenti che coniuga perfettamente realt-time e turni
  • IA degli avversari scarsa
  • Scarsa varietà dei nemici
  • È abbastanza lineare