Call of Duty 4: Modern Warfare (Xbox 360)

Adoro l’odore del Napalm di mattina… ha il profumo della vittoria. (Apocalypse Now)
a cura di Giacomo Luca “Aluc” Pavia

Prima o poi doveva accadere, il quarto titolo della serie di Call of Duty, sviluppato da Infinity Ward, rompe con la tradizione dei precedenti titoli e decide di abbandonare le ambientazioni della seconda guerra mondiale per proiettarci nei conflitti che, ahi noi, fanno ormai parte della nostra routine d’informazione quotidiana ogni volta che accendiamo la tv e ci sintonizziamo su di un telegiornale.

Come ti chiami faccia di *****? Signore, soldato Brown, signore. Balle, d’ora in poi tu sei il soldato Biancaneve. Ti piace questo nome ? Signorsì certo, signore.
(Full Metal Jacket)

Selezionando la modalità giocatore singolo verremo proiettati nella classica “campagna militare” divisa in 5 atti con un buon numero di sottocapitoli. Ambientata ai giorni nostri si svolge per la maggior parte in due zone del mondo ben precise ed ultimamente molto “instabili”.
La prima è il “classico” paese del Medio Oriente della penisola araba, dove il solito esaltato di turno, un certo Khaled Al-Asad, ha appena preso il potere con la sua milizia, eliminato il presidente di turno e minacciato il mondo occidentale con armi di distruzioni di mazza, il tutto in diretta nazionale, Ovviamente tutto questo non poteva passare inosservato dagli USA, eccoci quindi impegnati a sbarcare, in stile Apocalypse Now, sul suolo nemico nei panni del sergente Paul Jackson del Corpo dei Marines degli Stati Uniti d’America, per porre fine al colpo di stato e ristabilire la democrazia.
Il secondo scenario si trova in una delle tante ex repubbliche socialiste sovietiche (URSS ricorda qualcosa?) dove un gruppo di ultranazionalisti nostalgici guidati da loro leader (Imran Zakhaev) è intenzionato a fa rivivere il grande impero sovietico e dare una mano al suo alleato di cui sopra regalandogli una bella testata nucleare, visto che ne hanno abbastanza nei silos di missili sparsi un po’ ovunque e tanto di moda nel periodo della guerra fredda. In questi frangenti l’alterego del giocatore sarà il giovane sergente John “Soap” MacTavish del 22° Reggimento SAS al servizio di sua maestà la regina.

C’è stato qualcuno che ha scritto: “l’Inferno è l’impossibilità della ragione” questo posto è così è l’inferno.
(Platoon)

Stilisticamente parlando ci troviamo davanti ad un titolo di notevole fattura, le ambientazioni sono ottime, dalla classica città del Medio Oriente devastata dalla guerra civile dove le macerie, unite ad un sapiente uso dei colori del paesaggio, ci portano subito alla mente la guerra del golfo; per poi passare velocemente alla grigia, desolata e fredda città morta di Chernobyl. Anche il sonoro svolge ottimamente il suo compito, anche se la colonna sonora è composta principalmente da colpi d’arma da fuoco, grida di soldati ed esplosioni, il doppiaggio italiano ne esce più che bene, con qualche accento arabo e russo forse un po’ ingenuo ma sembra di buona fattura e con un’interpretazione ed enfasi che spesso manca in molte produzioni anche di rilievo. Tecnicamente nulla da ridire, ottimo.

Controllo del pacco di sopravvivenza. Ognuno deve contenere: una pistola calibro 45, due scatole di munizioni. Razioni concentrate d’emergenza per quattro giorni. Un pacchetto medicinali contenente antibiotici, morfina, pillole di vitamine, stimolanti, sonniferi, pillole tranquillanti. Un libretto comprendente un elenco di semplici frasi russe e la Bibbia. Cento dollari in moneta russa, altri cento dollari in oro. Nove pacchetti di gomma da masticare. Un pacchetto di preservativi, tre rossetti, tre paia di calze di nylon… Ci si potrebbe passare una bella domenica con tutta questa roba.
(Dottor Stranamore)

L’arsenale a nostra disposizione è ampio e variegato, abbiamo a disposizione un gran numero di pistole, fucili, pistole mitragliatrici, mitragliatrici leggere, fucili a pompa, fucili di precisione, granate, mine, esplosivi e qualche arma “sfiziosa” come dei rustici lancia razzi ed ipertecnologici missili teleguidati con cui abbattere elicotteri o mezzi corazzati, tutte le armi sono riprodotto in manier egregia, non solo a livello grafico e sonoro ma anche ealtivo alla portata, facilità di utilizzo, rinculo e ratio di fuoco e velocità di ricarica, in poche parole una mitragliatrice pesante con un alto rateo di fuoco avrà un rinculo potente che non vi permetterà di mirare con precisione e costanza, al contrario un arma leggera avrà un rateo basso ma anche un rinculo minore e permettera di mirare e sparare senza troppa diffcioltà anche a bersali distanti. Fanno parte del nostro equipaggiamento anche dei comodissimi visori per le azioni notturne o da utilizzare in ambienti chiusi e scarsamente illuminati.
Ovviamente scegliere un’arma al posto di un altra cambia notevolmente il tipo di approccio che il giocatore ha durante la partita, possiamo decidere se agire rimanendo nelle retrovie a distanza di sicurezza dal nemico, aprendo la strada ad i nostri compagni virtuali con l’uso di una mitragliatrice pesante e falciare via tutti i nemici che hanno la pessima idea di uscire allo scoperto, per poi ricaricare in tutta tranquillità; oppure andare all’assalto insieme ai vostri compagni ma senza gettarsi in azioni solitarie alla rambo che spesso portano alla morte.
Il pad è gestito in maniera ottima, l’utilizzo dei comandi è facile ed intuitivo e la risposta è immediata, è comunque presente un epilogo nella modalità single palyer per prendere confidenza con la meccanica di gioco.
IA dei vostri nemici è ben calibrata e nei livelli di difficoltà massimi offre un’ottima sfida, discorso diverso per i vostri compagni, spesso un po’ troppo passivi ed imprecisi durante le fasi di gioco.
Una volta terminato il single mode e trovati tutti i documenti segreti, che permettono di sbloccare una modalità trucchi, la rigiocabilità del titolo si abbassa notevolmente, sapendo esattamente dove sono posizionati i nemici ed i loro movimenti, per fortuna il meglio di Call of Duty 4 resta il Live!.

Perché non muori brutta testa di !? PERCHE’ !?
(Nellus360)

Inutile negarlo, la vera anima di COD 4 è il Live!, dove i peggiori istinti del giocatore affiorano e trasformano il più tranquillo degli studenti/impiegati/operai in una macchina da guerra pronta ad uccidere chiunque si pari davanti al cammino che lo porta al compimento della sua missione.
Le modalità presente nel live sono le classiche deathmatch a squadre, tutti contro tutti, quartier generale, dominio, ecc.ecc. da 6 a 18 giocatori.
Le fazioni che si affrontano nel live sono gli americani USMC (United States Marine Corps), gli inglesi del SAS (Special Air Service), Spetsnaz russi e una non meglio identificata milizia terrorista araba.
Prima dell’inizio di ogni match il giocatore dovrà scegliere una classe e la relativa arma, con l’accumulo di punti esperienza e gradi guadagnati sul campo potrà personalizzare la classe e saranno disponibili nuove armi e bonus che migliorano le capacità del nostro alterego virtuale. Durante le fasi di gioco si potrà ignorare il resto della squadra ed agire in solitaria, oppure coordinarsi con gli altri giocatori, utilizzando anche cuffie e microfono, per annientare il nemico totalmente. A seconda del numero vittime che cadranno sotto i nostri colpi durante la partita saranno disponibili alcuni aiuti, come delle ricognizioni che mostreranno sul radar la presenza del nemico, oppure l’arrivo di rinforzi come bombardamenti aerei e elicotteri gestiti interamente dalla IA, decisamente fastidiosi quando si hanno contro.

In conclusione, un buon titolo offline che si trasforma in ottimo quando viene giocato online, al momento l’unica vera alternativa FPS ad Halo 3 per quanto riguarda il Live!.

  • Grafica
  • Sonoro
  • Risposta dei comandi
  • Doppiaggio in italiano
  • Live! molto longevo
  • Il top della serie (per ora)
  • Ambientazione a parte, molto simile ai precedenti
  • Elicotteri ed aerei nel Live! un pò troppo invadenti