Batman: Arkham City (Xbox 360)

L’uomo pipistrello è tornato
a cura di Alberto “DarkWindu” Maddaloni
Il gioco che non ti aspetti

Era un settembre di due anni fa quando il sottoscritto, (fanboy sfegatato dell’uomo pipistrello), aspettava con una certa ansia un gioco che a quanto visto fino a quel momento sembrava essere la terra promessa delle trasposizioni videoludiche con protagonista un supereroe. Una software house sconosciuta, infatti, stava pubblicando sotto l’etichetta Eidos (il che lasciava in me molti dubbi) un gioco su Batman, una carneficina annunciata insomma, ed invece ne è uscito uno dei giochi più belli di quell’anno e sicuramente, indiscutibilmente, il miglior videogioco basato su un Comics.
Qualche settimana fa eccomi di nuovo ad aspettare il seguito di Arkham Asylum e visto come era andata la prima volta, l’attesa era più che ansiosa.

Arkham city

batman-arkahm-city_01 Batman: Arkham city si apre come il predecessore, prima di essere catapultati all’interno del mondo di gioco dovremmo affrontare una breve sessione introduttiva. L’incipit che darà vita alla trama vede Bruce Wayne impegnato in una campagna per la  chiusura di Arkham city, un distretto di Gotham in cui sono stati rinchiusi tutti i peggiori criminali e gestita dal dottor Hugo Strange che a capo di un corpo privato gestisce la città dalla sua torre di guardia. Fin dalle prime battute incontreremo uno dei cattivi storici di Batman, tale Oswald Cobblepot conosciuto come “Pinguino” e che ci presterà letteralmente il suo corpo per farci impratichire con il sistema di combattimento. Questo è una versione aggiornata del Flow engine visto in Arkham asylum. Per chi non conoscesse il combat system, in pratica oltre alla possibilità di sferrare attacchi, sarà possibile parare i colpi con la pressione di un tasto dando vita ad una vera e propria danza. Quando comparirà l’apposito segnale sulla testa del nemico sarà possibile intercettare e controbattere il colpo (fino a tre contemporaneamente in questo capitolo), unito alla possibilità di intercambiare le combo con l’utilizzo dei gadget e di varie abilità speciali, altro elemento fondamentale di tutto l’impianto di gioco.

Tanta roba…

La struttura di Arkham city infatti è fatta a blocchi, questi sono teoricamente tutti raggiungibili, ma le varie aree di gioco sono bloccate da ostacoli che il giocatore non riesce subito a distinguere e che man mano si prosegue nel gioco potranno essere superati proprio grazie ai gadget, questo fa rientrare Arkham city in quella categoria di giochi dove il backtracking è “fatto bene”. L’area di gioco muterà e si amplierà in modo quasi naturale.
Altra novità sono le dimensioni del mondo di gioco, questa volta l’attenzione si sposta ad un intero distretto di Gotham, una città a tutti gli effetti. Preciso subito col dire che le dimensioni dell’area di gioco non sono poi così enormi, a ben vedere inizialmente può disorientare, ma successivamente quando si ha una conoscenza approfondita della città, ci si rende conto che l’area di gioco è comunque gestibile, questo è dovuto al fatto che il mezzo di spostamento principale sarà il nostro mantello che diventerà un prezioso aliante.
Rocksteady ha fatto le cose per bene ed infatti anche il solo sistema di spostamento in realtà è estremamente profondo e prima di padroneggiarlo a fondo passerà parecchio tempo, salvo poi sbloccare tantissime possibilità.

Cats

batman-arkahm-city_04 Batman non sarà l’unico personaggio comandabile all’interno del gioco, si potrà infatti impersonare anche Catwoman, a patto di aver comprato il gioco originale, all’interno del gioco infatti uscirà un tagliando con un codice utilizzabile una sola volta. Questa scelta non è condivisibile visto che Catwoman nel gioco sarà più che un personaggio secondario ma farà parte effettivamente della main quest. Perdere queste missioni aggiuntive secondo chi vi scrive può cambiare profondamente l’esperienza di gioco. Non mancano anche questa volta i punti livello, che permetteranno di sbloccare abilità e gadget, questi sono veramente tanti e non possono essere sbloccati tutti esclusivamente concentrandosi sulla storia principale ma anche sugli elementi marginali del gioco di cui parleremo tra poco.
Uno degli elementi interessanti di Arkam asylum era la possibilità di collezionare oggetti e risolvere gli indovinelli dell’enigmista. Questa volta Rocksteady ha fatto di più, ha costruito una vera e propria campagna all’interno del mondo di gioco dedicata a questo personaggio, non vi raccontiamo nulla per non rovinarvi la sorpresa del modus operandi di questa modalità veramente intrigante.
Ci saranno inoltre altri personaggi che ci metteranno alla prova in una serie di missioni secondarie, queste verranno sbloccate man mano che si prosegue nel gioco. Questo perché il mondo di Arkham City cambia in base al proseguimento della trama sia geograficamente che strutturalmente. La città è viva, e realizzata in pieno stile gotico. Sul lato tecnico il gioco è migliorato leggermente in tutti gli aspetti, non c’è un effettivo passo avanti nell’utilizzo del motore, ma il colpo d’occhio è comunque notevole, ed i modelli poligonali di Batman e dei personaggi principali sono veramente notevoli.
Terminata la campagna in singolo si potrà scegliere di riaffrontare il gioco in modalità “plus” dove il livello difficoltà sarà notevolmente incrementato e gli indicatori a schermo disattivati, oppure dedicarsi alle sfide dell’enigmista che come lo scorso capitolo si differenziano in modalità combattimento e predatore. La novità sono le “campagne dell’Enigmista” dove si potranno concatenare una serie di mappe da affrontare andando a giocare con dei modificatori di statistiche che limitano le abilità del personaggio principale.

Essere Batman

In conclusione Batman Arkham city è più grande, più bello e più completo del predecessore, ma quello che mi preme di più raccontarvi è la cura con la quale è stato ricreato il personaggio ed il background, Il gioco è consigliato a tutti senza esclusione, la trama è veramente notevole e chi conoscerà profondamente l’universo di Batman troverà una delle più belle storie dell’uomo pipistrello. La sensazione che si ha per tutto il gioco è quella di impersonare Batman in ogni sua più piccola sfumatura, sia nelle fasi d’azione che in quelle di investigazioni, fino alla più stupida missione secondaria, il tutto prendendo a piene mani dal meglio della produzione cinematografica e fumettistica di questo personaggio.

  • giocabilità
  • il fascino del personaggio
  • trama
  • mappa giocabile non enorme
  • scelta nell’utilizzo di Catwoman