Assassin’s Creed: Revelations (Xbox 360)
Personalmente attendevo molto questo nuovo capitolo di Assassin’s Creed.
Per chi ha giocato o per coloro che ne sono solo a conoscenza, la serie era iniziata con le avventure di Altair, antenato che faceva parte degli Assassini, setta presente all’epoca dei Templari e dei quali erano nemici.
Il primo capitolo aveva fatto storcere il naso a me e a molti altri; ad una storia indubbiamente “pesante”, degna di essere raccontata, che si sviluppava in splendide ambientazioni, faceva da contraltare un gameplay piatto, assolutamente non adeguato, difficilmente atto a catturare il giocatore e a tenerlo impegnato davanti allo schermo.
Col secondo capitolo invece le cose era cambiate; il protagonista era un altro Assassino, tale Ezio Auditore da Firenze, personaggio per tratteggiato e sicuramente carismatico in tante sfaccettature. Gli sviluppatori avevano sicuramente tenuto conto delle tante critiche ricevute e avevano cambiato rotta: poste come basi la storia e le ambientazioni, basi solide che accompagnavano adeguatamente il secondo capitolo, sono riusciti ad introdurre un gameplay indubbiamente adeguato, meglio impostato su tratti rpg con una mainquest di spessore e tantissime sottoquest da attivare ed eseguire all’attivazione stessa. Ne era uscito a mio avviso un ottimo gioco, degno dell’idea di base del team di sviluppo, della storia e dei luoghi ove questa si dipanava; Firenze e Venezia sopratutto erano magnificamente riprodotte ed era una goduria poterle girare tra i vicoli o attraverso i tetti.
Ora finalmente è uscito il nuovo capitolo…
C’era la necessità di “partire” da dove il precedente capitolo era finito. Chi l’ha giocato ricorderà gli eventi finali, assai strani dove Desmond, il soggetto che attraverso l’Animus guidava Ezio, si era in un qualche modo slegato dal meccanismo stesso, arrivando a compiere egli stesso un azione da assassino.
Desmond appunto, si risveglia su una spiaggia, non si capisce bene se di un’isola, sicuramente con un paesaggio strano che già fa comprendere quello che quel posto può rappresentare. In suo aiuto arriva il soggetto 16, altra “cavia” dell’Animus suo predecessore; quel luogo è una rappresentazione dell’Animus, della sua memoria fisica, dove il cervello di Desmond continua a vagare mentre il suo corpo fisico è da un’altra parte. Attraversando una porta virtuale e completando il più possibile i ricordi come Ezio, Desmond potrebbe riuscire a ricollegarsi al suo corpo; è finito in una specie di limbo per intenderci.
Questo l’antefatto, utilizzato come aggancio per proseguire la storia. Il gioco, anche per far riprendere la mano con i controlli, inizia a Masyaf, sede degli Assassini e luogo dove Altair compiva le sue gesta nel primo capitolo della serie. Nei suoi sotterranei lo stesso Altair ha sigillato un qualcosa di prezioso, protetto da una porta di un materiale che non si riesce nemmeno a scalfire; la porta è apribile solo con delle strane chiavi a forma circolare dello stesso materiale del quale era composta la Mela, oggetto principale presente nei primi due capitoli. Alla ricerca di queste cinque chiavi ci sono i Templari ed il compito di Ezio è ora di preservare il tesoro di Altair, entrandone in possesso prima dei suoi avversari.
E’ questo il luogo dove si svolge il nuovo capitolo di Assassin’s Creed, qui dove sono conservate da tempo le chiavi, ora scopo della ricerca dei Templari.
La città è ottimamente riprodotta, posizionata sul Corno d’Oro e divisa in due parti dallo Stretto dei Dardanelli. Le nostre azioni si svolgeranno in entrambi le parti della città: la parte verso nord più sicura, la parte orientale invece sottoposta a furiosi scontri tra bizantini e templari; Ezio dovrà muoversi in questo contesto.
A supporto del nostro giocatore un cicerone della città, tale Yusshuf, carismatico personaggio capo degli Assassini in quel di Costantinopoli. Sarà lui a fornire ad Ezio le notizie della città, una nuova lama ricurva (una specie di uncino) al posto di quella che si era rotta a Masyaf (inizio gioco), ad istruirlo nell’arte della preparazione delle bombe, che siano letali o di disturbo. Con lui Ezio dividerà il lavoro da compiere a Costantinopoli, città indubbiamente grande e quindi non “copribile” da un singolo personaggio: al verificarsi di eventi simultanei in luoghi opposti, magari uno nella parte di Galata a nord ed uno a sud, come Ezio ci occuperemo di uno solo dei due eventi, su indicazione del nostro cicerone.
Il gioco mantiene quello che era stato il metodo presente nel secondo capitolo, con un vasta mappa da scoprire pian piano, con zone precluse all’inizio e che, con il proseguo della storia si andranno a svelare. Niente campanili da scalare questa volta ma minareti, come giusto che sia dato il luogo.
La quantità di cose da fare è enorme fin da subito; nonostante le parti di mappa scoperte siano piccole in confronto alla vastità finale, queste sono pieni di azioni alias sottoquest da iniziare. Ci sono sempre, come nel secondo capitolo, luoghi da riaprire, vedi banche, fabbri eccetera, o assassinii da compiere o persone da aiutare.
Scelta un po’ discutibile, io non ne ho visto l’utilità francamente, è l’introduzione di una specie di gestionale: vi troverete a difendere una sede locale degli Assassini da parte dei Templari ma non agendo direttamente con le armi a vostra disposizione come sempre, ma dirigendo gli altri Assassini da un tetto adiacente alla strada che porta alla sede. Dovrete costruire delle barricate lungo questa strada, posizionare gli uomini con le balestre e quelli con gli archibugi sui tetti adiacenti e difendere la sede da varie ondate di Templari sempre più numerosi fino al finale, dove i vostri avversari si presenteranno con una macchina stile medioevo atta a sfondare le barricate ed i portoni dei castelli, debitamente rinforzata, da fermare a cannonate. Sì, avete capito bene, cannonate; avrete a vostra disposizione alcuni colpi di cannone nel vostro arsenale. Come dicevo sopra una scelta discutibile, a mio avviso ci azzecca poco con il resto del gioco ma tant’è.
Sempre di rimando dal secondo capitolo ci saranno da reclutare e poi gestire nella crescita i nuovi Assassini; è cambiato il metodo di arruolamento, ora non più sotto il vostro controllo diretto, mentre a voi è rimasto il compito di assegnare loro missioni in giro per il mondo conosciuto per farli salire di livello e renderli quindi veri Assassini. E’ ancora presente anche in questo capitolo la possibilità di utilizzare Assassini nelle vostre missioni, richiamandoli con la pressione di un tasto in modo che uccidano per voi.
Tra un difesa di una sede, la riconquista di un’altra ora in mano ai Templari ed a qualche azione che inizierete girovagando per la città, si inframezzeranno le missioni relative alla ricerca delle famose chiavi della porta di Altair. Interessante ai fini del gameplay la possibilità di giocare alcune parti proprio nel ruolo di Altair stesso.
Qui a mio avviso vengono le note più dolenti.
Se la grafica soprattutto dei personaggi e della città è migliorata, anche se non in modo da lasciare a bocca aperta, ci sono numerosi errori, tante anomalie che fanno storcere il naso.
Sarò molto chiaro: a mio avviso errori come quelli presenti non dovrebbero esistere in un gioco quasi a fine vita di una console. Non si può proprio vedere una balestra che resta sospesa nel vuoto. Non si può vedere un corpo che è in preda al ballo di San Vito su un tetto. Non si può proprio vedere una guardia “inserita” per metà in un tetto e quindi impossibilitata a muoversi se non sul suo asse verticale (girare su se stesso insomma) e capace solo di inveire contro di voi e tirare di spada. Non si possono vedere righe tra un muro e l’altro, sopratutto nei luoghi chiusi e più bui, che denotano dove gli sviluppatori hanno inserito le texture dei muri stessi, non correttamente sovrapposte in modo da non lasciare spazi grafici vuoti.
Queste cose denotano una fretta, una non cura dei particolari davvero stupefacente nella sua accezione negativa. Ed è veramente un peccato, perchè il gioco risulta ancora divertente e godibile come il precedente capitolo.
Sono migliorate le animazioni dei personaggi, in particolar modo durante i combattimenti e nelle arrampicate di Ezio; alcune sono anche troppo roboanti, troppo spettacolari, degne di Mission Impossible, ma questa la scelta, l’importante è che almeno siano funzionali. Se uccido un avversario colpendolo dritto con la spada o compio una piroetta su me stesso e la spada gliela infilo nella testa “tirando” dietro la mia testa poco importa, alla fine sempre morto è; però vuoi mettere quanto è spettacolare nel secondo caso?
Ci sono, come accennavo, nuove armi che consentono di variare il gameplay. Una parte del gioco è anche riservata al confezionamento delle bombe, i cui utilizzi variano a seconda della tipologia; è uno sguardo agli rpg più classici, dove in altri impari ad esempio l’alchimia con la preparazione di pozioni, mentre in questo gioco impari prima a confezionare le bombe di vario tipo, poi le crei ed infine le utilizzi contro gli avversari.
L’IA merita alcune righe a parte.
Ho trovato migliorata quella dei gruppi di uomini e donne assoldabili lungo la mappa, ti seguono meglio, interagiscono meglio negli scontri.
Per quanto riguarda gli avversari, pare sin troppo rimarcato il grado degli stessi e questa cosa un po’ mi ha divertito: i soldati semplici per capirci paiono più “tonti”, le guardie scelte soprattutto dell’Impero invece sono decisamente più ostici, ti attaccano meglio, schivano meglio i colpi, ti accerchiano in un modo funzionale, non sono da sottovalutare insomma in combattimento.
Non ho ancora finito questo nuovo capitolo di Assassin’s Creed ed intendo portarlo a termine. Nonostante ci siano cose che, come descritto, non si possono proprio vedere in un gioco del 2011, la storia ed il gameplay restano comunque valide ed invogliano a continuare per vederne il finale.
Rimarco nuovamente e con disappunto la fretta e la non cura di alcuni aspetti importanti dal punto di vista grafico e alcune mancanze dell’IA dei nemici; il pensiero che mi sorge spontaneo è che, invece di fare uscire necessariamente un gioco ad un anno dal precedente, i fan avrebbero sicuramente chiuso un occhio ed accettato tranquillamente anche uno spostamento di qualche mese, se il tutto fosse stato utile per confezionare un prodotto tecnicamente migliore.
Non vorrei che la parte online del gioco, che era stata fatta testare in una beta questa estate, sia stata presa come “alibi” per concentrare il massimo sforzo in questa parte. Sicuramente la parte multiplayer è divertente, migliorata rispetto al capitolo precedente; occorrerebbe far presente agli sviluppatori che un gioco è un gioco in singolo e poi c’è la parte online e non viceversa.

- storia
- gameplay
- nuove animazioni
- anomalie grafiche ingiustificabili
- IA avversari non sempre all’altezza
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