Assassin’s Creed II (PS3)

Ma gli alieni esistono? Non so, per fortuna che c’è l’Assassino
a cura di
Giovanni Marco “gad0505″ Napodano
Andrea “Pliskin” Carnovale

Assassin’s Creed è tornato con un nuovo capitolo e l’Assassino è più in forma che mai. Al team Ubisoft si chiedeva un salto di qualità, un super lavoro per rendere giustizia alle ottime idee di base inserite nel primo capitolo. Tante erano state le voci che si erano levate a favore di Assassin’s Creed, ma altrettante per le immense lacune che il gioco stesso presentava. A quanto pare Ubisoft ha ascoltato tutte le lamentele e il prodotto ottenuto va a mio avviso a coprire tutti i punti oscuri che si erano generati.

Quello che ne esce è un prodotto sopra le righe, un titolo che si eleva, insieme ad alcuni altri, sopra alla massa dei vari giochi presenti sul mercato.

L’Assassino è fra noi

Come dicevo, le aspettative su questo secondo capitolo erano alte ed il lavoro svolto dagli sviluppatori pare proprio all’altezza di queste aspettative. Assassin’s Creed II prende il via dalle stanze spoglie dell’Abstergo, l’organizzazione che era la base del primo capitolo, dove avevamo conosciuto l’Animus e le capacità di questo incredibile macchinario. Accanto a noi c’è ancora Lucy, la dottoressa che ci assisteva e che, all’inizio del gioco, ci aiuterà a fuggire. E’ un buon modo all’inizio per prendere confidenza coi comandi, soprattutto di corsa; se proprio non riuscirete a fare a meno di menare le mani sarete accontentati, col tasto apposito (quadrato per la versione PS3) potrete soddisfarvi.
Già che ci sono punto l’attenzione su questo aspetto del gioco. Tutto quanto Assassin’s Creed II può essere giocato in modi differenti, in modalità stealth per la maggior parte oppure tutto a viso aperto, con scontri continui; occhio però che i nemici son parecchio cattivelli e soprattutto diventano tanti e, specie all’inizio del gioco con pochi rombi di vita la cosa vi creerà non pochi problemi. Consiglio personale: giocatelo come vi pare, ma giocarlo in modalità stealth da una soddisfazione maggiore. Ho provato entrambe le modalità, proprio in funzione di un’eventuale recensione da fare e vi assicuro che non c’è storia tra le scelte di approccio.
Dicevo che con Lucy fuggirete dall’Abstergo per spostarvi in un’altra struttura, un capannone con appartamento annesso e…. un nuovo Animus, l’Animus 2.0 come ama definirlo la giovane donzella che si occupa della parte tecnica del macchinario e della quale sentirete la voce e leggerete i commenti lungo tutto il gioco mentre agirete nel passato.
Altair non c’è più (ma se sarete bravi a scovarlo gli sviluppatori l’hanno ugualmente inserito) e stavolta vestirete i panni di Ezio Auditore, nome poco ispirato per un Assassino quantomeno nel nome proprio, mentre il cognome ha il suo motivo di essere. Come Ezio inizierete a prendere confidenza con quelle che saranno le capacità del personaggio, guidati pian piano nel gameplay e nelle cose da fare, in modo che vi diventino automatiche nel corso del gioco. Da qui in avanti comincerà la storia nel passato, funzionale a quella che è la storia di base del presente. Ancora una volta il vostro compito è immedesimarvi nelle capacità dell’Assassino in modo che il vostro personaggio “reale”, Desmond, sia poi in grado di svolgere il compito di assassino per fermare l’organizzazione dell’Abstergo.

Uno splendido sguardo sul passato

Nel primo capitolo, per chi l’ha giocato, tutto si svolgeva in varie locations disseminate in Terra Santa, al tempo delle Crociate. Sicuramente l’impatto complessivo del gioco da questo punto di vista era stato uno dei punti a favore del primo episodio. Se anche per voi era stata questa la sensazione, credo che non rimarrete delusi da queste nuove locations. Ezio è fiorentino ed è proprio nella splendida Firenze che il nuovo Assassino muoverà i primi passi. Tutto il gioco è ambientato in Italia e oltre a Firenze agirete a Monteriggioni (poi su questo ci ritorno), S. Gimignano, Forlì, una puntatina sull’Appennino Tosco-Emiliano, Venezia ed una puntatina finale a Roma (purtroppo poca cosa). E qui è doveroso iniziare una dissertazione a parte sulla cosmesi del titolo, perchè vi assicuro che Firenze e Venezia sono una cosa incredibile da vedere, si nota una cura dei particolari spettacolare. Tutto pare perfetto per farvi immedesimare al meglio nel periodo di svolgimento del gioco, le città sono splendide, realizzate davvero bene. Ognuna di esse pullula di vita, è possibile quasi sentirne “il respiro”, mentre una nuova giornata sorge e saluta Ezio che si arrampica sul Campanile di San Marco o sulle pareti del Palazzo della Signoria a Firenze. Se è vero che l’Auditore è modellato con una quantità elevatissima di poligoni (minuziosi i dettagli dalla tunica e dei tessuti), c’è da dire che la natura free roaming del titolo non permette un altrettanto elevato livello di dettaglio per i comprimari e cittadini sparsi (davvero in numero elevatissimo!). Difficilmente però si poteva pretendere di meglio, a patto di chiudere un occhio su alcuni tentennamenti del motore (sporadici cali di frame-rate, tearing e cut-scene in realtime non propriamente allo stato dell’arte, fenomeni di lieve pop-up nello scenario), perchè se dovessi definire graficamente Assassin’s Creed II, un aggettivo meglio d’ogni altro renderebbe bene l’idea: massiccio. Le città e le persone che le abitano, concorrono a sfoderare un’orgia poligonale degna di questa generazione. Le routine d’illuminazione sono molto sofisticate, tanto che la luce di Venezia è profondamente diversa da quella di Firenze, così come una giornata assolata sarà più calda a “pelle” grazie ad una gestione della luce e delle ombre davvero di alto livello. Considerando che il gioco prevede un ciclo giorno/notte, sapete cosa aspettarvi in fatto di atmosfera. La riproduzione dell’acqua è discreta, forse con effetti troppo “sparati”. Tra i dettagli minori, che rendono però l’idea di una produzione d’alto livello, mi trovo a citare un’eccellente cielo notturno, con una Luna finalmente non ridotta a mera immagine spixellata. Sono diversi i piccoli momenti di magia che saprà regalarvi il gioco. Scalare l’ennesimo campanile, notando come siano perfettamente rifiniti, pennellati, mentre la laguna di Venezia si staglia in lontananza sormontata dal nostro satellite, è una sensazione da provare. Ma non tutta la storia si svolge in grandi centri e anche nelle altre locations (campagne fiorentine, appennini) ogni cosa è ben fatta, a cominciare dai dialoghi, fondamentali per il dipanarsi di una trama da kolossal Hollywodiano. Su questo punto penso che noi italiani saremo avvantaggiati, potendo apprezzare appieno il tutto, compreso le varie definizioni dialettali. Anche le varie situazioni dei personaggi non giocanti sono ben curate, a me ad esempio è rimasto impresso il carnevale a Venezia, con la musica e i balli.

Tutta la storia si svolge intorno al 1470, a Firenze ci sono i Medici a governare e vostro compito sarà aiutare Lorenzo il Magnifico, seguendo le orme di vostro padre Giovanni. Assistente di eccezione? Leonardo da Vinci. Il giovane Leonardo sarà un vostro aiuto costante, sia nella decifrazione delle pagine del Codice, fondamentale per la fine del gioco, sia nella creazione delle lame nascoste (sì, sono due stavolta e non una sola) con tutte le loro varianti annesse.
Vi muoverete liberamente, sui tetti o per la strade, a cavallo fuori dalle mura delle città (a quel tempo tutti i paesi era dentro le mura) o a piedi, a nuoto o in gondola; quando mi sono accorto di porter girare a Venezia in gondola giuro non ci credevo, fantastico. Fondamentale sarà ancora trovare e attivare i Punti di Osservazione, che vi sbloccheranno parti parziali di mappa del luogo ove vi troverete. Farete da soli o vi farete aiutare da mercenari, ladri o prostitute per compiere le vostre azioni, contro pagamento di una piccola cifra e vi consiglio di farlo spesso. Dovrete vedervela con guardie armate di spade, mazze, ascie bipenne o archi, vi tireranno anche i sassi se scoperti cercherete di scappare sui tetti, in modo da farvi cadere. Ve la vedrete anche con dei ladri, poco scaltri a mettersi a rubare ad un assassino come voi, non sanno cosa rischiano e anche con personaggi che girano per i vicoli portando delle casse (provate a urtarne uno, avrete cinque guardie che vi circonderanno in men che non si dica) o strimpellatori che vi adorano e suonano per voi delle canzoni, fatto salvo che saranno davvero logorroici anche nell’impedirvi di camminare tranquillamente, vedrete se non vi verrà la voglia di accoltellarne uno.
Il gioco è impostato come un simil RPG, solo che non controllerete direttamente le vostre skill; per aumentare di livello il vostro personaggio, nel senso di capacità di fare e combattere, imparerete tecniche da altri personaggi, cambierete le armature più resistenti comprandole, lo stesso per le armi che man mano sbloccherete, migliorerete i bracciali con le lame nascoste grazie a Leonardo.
Vi parlavo prima di Monteriggioni, sospendendo un attimo il discorso e lo riprendo ora. Interessante la trovata di questa piccola cittadina. In sintesi questa diverrà la vostra base, capirete il motivo nel corso del gioco. Sarà il deposito per le vostre rendite che otterrete migliorando la cittadina stessa, i negozi costeranno di meno (fabbro, medico, negozio d’arte e sarto), qui depositerete le “piume” (capirete il perchè giocando) che troverete lungo tutto il gioco e ce ne sono 100 da trovare, le pagine del Codice ottenute (ce ne sono 30), i 6 simboli dell’Assassino da inserire in apposite statue poste nelle segrete della villa di famiglia, che vi porteranno a sbloccare l’armatura di Altair, la migliore in quanto a protezione e salute incrementabile annessa.
Di fondo troverete una storia principale, a mio avviso ben congegnata a parte il finale (che non vi spoilero) e una buona quantità di sottomissioni di tipologie differenti, solitamente slegate dalla trama del gioco; rispetto a questo c’è da dire che i Contratti di Assassinio invece si integrano con la storia principale stessa e capirete il motivo giocando e questo l’ho trovata un’ottima cosa.
Una cosa molto positiva del titolo: una volta finito il gioco, la storia principale, solitamente i giochi finiscono e non vi è più la possibilità di concludere le varie sottoquest, tipo le ricerca dei tesori o altre tipologia. Assassin’s Creed 2 ovvia a tutto questo e una volta completata la trama principale potrete tornare nelle varie locations e concludere quello che volete; il tutto però non ancora liberamente, ci saranno sempre le guardie sui tetti che non apprezzeranno la vostra presenza, gli strimpellatori, i ladri, ecc. Altra cosa: tra una locations e l’altra potrete muovervi o nel metodo convenzionale (a piedi o a cavallo) oppure utilizzare le comode agenzie di viaggio, che vi recapiteranno nel posto che vorrete e che avrete precedentemente sbloccato.
Menzione particolare per gli enigmi. Una tipologia è data da Glifi (simboli) identificabili solamente con l’Occhio d’Aquila, disseminati su alcuni edifici in ogni cittadina. Ce ne sono venti in tutto e gli enigmi sotto riportati variano come tipologia di risoluzione. Alcuni non sono semplici, si deve soprattutto lavorare di logica.
Un’altra tipologia è basata sulle vostre capacità di eseguire mosse e salti acrobatici con buona padronanza, essendo legati a meccanismi a tempo che dopo un tot scompaiono, costringendoci a ricominciare da capo.
Un’altra tipologia ancora è invece costituita dai tesori, cassette colorate ed in evidenza sparse per tutte le città in ogni dove. Ce ne sono davvero tante e di buono c’è che per queste esistono delle mappe, acquistabili presso i negozi di pittori sparsi qua e là e visualizzabili in mappa con un pennello.

Per concludere il discorso sul comparto tecnico, termino parlando dall’aspetto audio, decisamente buono, con ottimi dialoghi, musiche ispirate (Jesper Kyd) e consone al periodo di svolgimento del gioco. Il tutto con una qualità audio di ottimo livello, sia per quanto descritto prima sia per i rumori di fondo ed i combattimenti. Un sufficiente impianto dolby vi donerà l’immedesimazione necessaria ad apprezzare il gioco. Spesso, oltre alla minimappa presente, vi orienterete con i rumori, i passi soprattutto delle guardie sui tetti e questo è riportato in modo più che buono.

Una piccola perla

Cosa si può inserire come considerazioni finali ?
A questo secondo capitolo si chiedeva un salto di qualità non indifferente, troppe erano le lacune del primo soprattutto in ambito gameplay. A mio avviso Ubisoft ha lavorato bene, migliorando le parti e gli aspetti che già erano punti a favore del primo Assassin’s Creed e rivoluzionando un po’ tutto quello che nel primo capitolo non aveva funzionato. Ora quanto farete nel gioco non apparirà più slegato, ogni azione sarà consequenziale all’altra, la trama di fondo è ben sviluppata e vi condurrà alla soluzione finale dell’enigma del gioco senza stancare, in modo lineare. Dato come è stato sviluppato questa volta il gioco, non sarà più un peso spostarvi da un punto all’altro delle mappe, utilizzando il metodo che preferite. Conoscerete nuovi personaggi, ben caratterizzati, amerete le nuove locations perchè vi ripeto nuovamente a mio avviso Firenze e Venezia sono spettacolari e sarà un piacere muoversi nei vicoli o soffermarvi ad ammirare queste città da uno dei punti di osservazione (salire sul campanile di Giotto a Firenze o su quello di San Marco a Venezia e ammirare il panorama è da urlo).
Nelle altre recensioni fatte, quando vi erano i presupposti, ho sempre elogiato i creatori del titolo recensito, ma qui mi sbilancio nel ringraziare il team di Ubisoft, perchè a mio avviso ha fatto un lavoro di tutto rispetto, non scevro da difetti certo, ma qualitativamente e quantitativamente di livello superiore, rendendo merito alle ottime idee di base di questo gioco non adeguatamente supportate nel primo capitolo.

  • trama
  • gameplay in generale
  • città graficamente splendide
  • dialoghi
  • alcune animazioni
  • la scelta finale nella trama principale
  • problemi vari di grafica, che non minano però la giocabilità